lunedì 4 giugno 2007

A Ponsacco

Interrompo per oggi la pubblicazione di “Alla fine della Fiera” per segnalare che mercoledì, a Ponsacco, ci sarà la premiazione di un concorso letterario-teatrale in cui ho fatto parte della giuria.

Sarò anch’io all’Odeon.


 

 


  


Giallo Toscano

 

L’Associazione ToscanaInFabula con il Comune di Ponsacco e Carlo Zella Editore presentano “Giallo Toscano, Delitti e Misteri in scena” – Ponsacco - 6 giugno 2007 ore 20,45 Cinema Teatro Odeon.

La serata inizierà con la premiazione dei tre migliori monologhi teatrali del concorso Giallo Toscano nato all’interno del progetto Fabularte (www.fabularte.it) e continuerà con la loro interpretazione da parte degli attori Giacomo Lemmetti e Carlo Emilio Michelassi.

I tre monologhi sono:


  • “L’apprendista? mancato“ di Alberto Eva

  • “Pupetta“ di Giorgio D’Amato

  • “Confetti e delitti“ di Roberta Lepri


L’incontro con il giornalista e scrittore Mario Spezi, moderato dallo scrittore Graziano Braschi, chiuderà la serata facendo conoscere il dramma, a tratti grottesco, della detenzione vissuto da Mario Spezi, e raccontato con straordinaria efficacia nel suo ultimo libro, edito da Aliberti, “Inviato in carcere”.


 

Biobibliografie dei vincitori

 

Giorgio D'Amato è nato a Palermo. I Quindici lo hanno messo su Inciquid, e da allora è stato tutto un crescendo. Con il racconto "Buttanissima" è vincitore nel 2006 del premio Terre di Mezzo, organizzato dall'omonima casa editrice insieme alla Scuola Holden; sempre nel 2006 vince il premio Boccardi con il racconto "Frozen".

 

Alberto Eva vive e lavora a Firenze. Ha esordito nel 1980 con Ve lo assicuro io (Il Giallo Mondadori), vincitore del Gran Giallo di Cattolica 1978. Vent'anni dopo ha pubblicato Per così poco... (2000), La sentenza (2002) e Citofonare Daniela o Cecilia (2003), insieme a Linda Di Martino. Diversi racconti pubblicati in raccolte.

 

Roberta Lepri, originaria di Città di Castello (PG), vive e lavora a Grosseto. Nel 2003 pubblica il suo primo romanzo Sulla terra, a caso (Excogita ed.); il suo secondo romanzo L'ordine inverso di Ilaria è stato pubblicato da Guida nel 2005. Diversi racconti premiati e segnalati in importanti concorsi letterari.


 


 

 

L’Associazione ToscanaInFabula con il Comune di Ponsacco e Carlo Zella Ed.

                                                    presentano

                        Giallo Toscano, Delitti e Misteri in scena

Ponsacco6 giugno 2007, ore 20.45 - Cinema Teatro Odeon.

 

Il programma:

 

ore 20.45

Premiazione

 

ore 21

nell'interpretazione di Giacomo Lemmetti e C.E. Michelassi

Pupetta di Giorgio D’Amato

L’apprendista? mancato di Alberto Eva

 

ore 22

Conversazione di Graziano Braschi con Mario Spezi sul libro Inviato in galera. Un giornalista in manette (Aliberti Editore)

 

ore 22.30

nell'interpretazione di Giacomo Lemmetti e C.E. Michelassi

Confetti e delitti di Roberta Lepri

   

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Per maggiori informazioni invitiamo tutti gli interessati a visitare il sito WWW.FABULARTE.IT o telefonare al numero 393 3570464.

 

venerdì 1 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 10

Naturalmente l’Istat ha contato anche le opere letterarie che sono state pubblicate nel corso del 2005.

 

Siete seduti, vero?

 

Bene: le opere pubblicate nel 2005 sono state 59.743.

 

Detta così la cosa non fa molta impressione.

 

Proviamo in un altro modo.

 

In Italia si pubblicano 164 libri ogni giorno, comprese le domeniche.

 

Oppure: in Italia si pubblicano quasi sette libri l’ora.

 

Naturalmente si può essere più precisi. Le 59.743 opere sono 37.694 “prime edizioni” (ovvero inediti) e 22.049 ristampe o successive edizioni.

 

Dunque, se ci si limita alle novità, ne vengono pubblicate solo 103 al giorno e poco più di 4 all’ora.

 

Per questo, nel corso di una della presentazioni del mio libro, ho detto che l’autore deve approfittare al meglio “del quarto d’ora di notorietà” che ottiene con la pubblicazione.

Trattasi, appunto, di un quarto d’ora (per essere proprio precisi, di 13 minuti e 56 secondi), poi arriva sul mercato il libro successivo.

 

Mi viene da pensare agli scaffali delle librerie come a una specie di nastro trasportatore in cui il libro dell’autore non famoso appare e poi scorre via velocemente, scalzato dagli arrivi successivi. I quali, a loro volta, faranno la stessa triste fine.

 

Il meccanismo è lo stesso dei siti letterari in cui gli autori possono inserire i loro testi in una vetrina virtuale per farli leggere e commentare ai visitatori. Il meccanismo funziona fino a quando il sito ha un numero ragionevole di autori che pubblicano. Quando esplode il numero di inserimenti il sito perde la sua funzione, dato che ogni brano resta nella prima pagina della vetrina solo pochi minuti, per poi venire inghiottito nelle pagine successive, dove non lo leggerà quasi più nessuno.

 

Evitiamo considerazioni poco esaltanti su quante possibilità abbia un autore non sostenuto da una grande casa editrice di farsi notare in libreria e passiamo ad esaminare questi 59.000 libri, e a capire di cosa stiamo parlando.

 

Ma prima, per consolare l’autore non famoso di narrativa, aggiungo che le prime edizioni di soli testi letterari moderni sono appena 9.285, suddivisi come segue:

 


  • poesia e teatro                   1.654

  • libri di avventura e gialli   1.189

  • altri romanzi e racconti      6.442


 

Dunque, in questo campo, in realtà viene pubblicato un libro all’ora.

 

Ah! Allora è tutta un’altra cosa, vero?

 

(Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

Segue…

giovedì 31 maggio 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 9

Alla fine della fiera, quanti e di che tipo sono gli editori e quanti libri hanno pubblicato nell’ultimo anno censito dall’Istat (il 2005)?

 

Come già detto, gli editori che hanno pubblicato almeno un’opera nel 2005 sono 1.739. Tra di essi sono conteggiati anche i centri studi e gli enti che svolgono attività editoriale come attività non prevalente.

 

Gli editori possono essere suddivisi a seconda del numero di opere pubblicate: i piccoli (che pubblicano da 1 a 10 opere all’anno) sono 1.079, i medi (da 11 a 50) sono 459, i grandi (più di 50 pubblicazioni annue) sono 201.

 

La classificazione dell’Istat considera dunque medi editori quelli che spesso nel comune sentire sono visti come “piccoli” editori e considera tra i grandi editori anche le case che spesso vengono identificate come “medie”.

 

I piccoli editori Istat pubblicano in media 3,8 opere all’anno, i medi ne pubblicano 23,2, i grandi 223,4.

 

La realtà dei piccoli editori Istat, che pure svolgono spesso un’opera meritoria, è sostanzialmente marginale nel mercato del libro. Essi pubblicano circa il 7% dei titoli ma rappresentano solo il 3,5% della tiratura complessiva.

Come noto sono i grandi editori che occupano la maggior parte del mercato con i tre quarti dei titoli pubblicati e l’88,2% della tiratura complessiva.

In mezzo, non tanto comodi, stanno i medi editori che pubblicano il 17,2% dei titoli e rappresentano un 8,3% della tiratura.

 

Adesso che conosciamo qualcosa sugli gli editori possiamo passare ai libri. Quanti sono e che tirature medie hanno?

 

(Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005)

mercoledì 30 maggio 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 8

Per saperne di più sull’editoria, sulle tirature dei libri e sui lettori italiani è opportuno consultare le statistiche dell’Istat.


Con una premessa: nel valutare i risultati statistici occorre ricordare sempre i polli di Trilussa (se tu mangi due polli ed io nessuno, per lo statistico abbiamo mangiato un pollo a testa, ma io ho fame).

 

L’Istat, a partire dal 1951, realizza ogni anno un’indagine sulla produzione libraria italiana che viene diffusa in forma provvisoria ogni ottobre in occasione della Fiera del Libro di Francoforte. I dati definitivi sono poi diffusi ad aprile. Attualmente, quindi, sono disponibili i dati provvisori del 2005 e quelli definitivi del 2004.

 

Prima di partire con l’esame dei dati è bene intenderci sulla terminologia adottata dall’Istat.

 

L’istituto, conformandosi ai criteri dell’Unesco, considera nella sua indagine le opere librarie di almeno cinque pagine, con esclusione di quelle stampate dall’editore per conto terzi.


Nell’indagine dell’Istat sulla produzione libraria, tra le opere librarie sono compresi:

- pubblicazioni ufficiali dello Stato o di altri enti pubblici;

- estratti di pubblicazioni;

- libri diffusi con cadenza periodica e numerazione progressiva, attraverso le rivendite di giornali e altri canali (romanzi rosa, gialli, ecc.);


e sono invece esclusi:

- cataloghi, listini prezzi e in genere pubblicazioni propagandistiche di attività industriali, commerciali o turistiche, a condizione che siano distribuiti gratuitamente e che il testo letterario, tecnico o scientifico non sia prevalente rispetto a quello strettamente pubblicitario;

- orari, elenchi telefonici, programmi di spettacolo, calendari e simili;

- opere musicali ove il testo letterario sia di scarsa importanza;

- carte geografiche, topografiche, ecc. non rilegate sotto forma di atlante;

- album con figurine che non contengano un testo narrativo:

- opere pubblicate da un editore in conto terzi.

 

Un’opera, per essere censita, deve avere almeno 5 pagine. Se ne ha almeno cinque ma meno di 49, copertine escluse, viene considerata un Opuscolo, sopra le 49 pagine è un Libro.

 

Gli editori sono suddivisi in piccoli (che pubblicano da 1 a 10 opere all’anno), medi (che ne pubblicano da 11 a 50) e grandi (che superano le 50 pubblicazioni annue). Nell’ambito dell’indagine dell’Istat sulla produzione libraria si considerano, oltre alle case editrici, anche i centri di studio e gli enti che svolgono attività editoriale come attività non prevalente.

 

 (fonte: la Nota metodologica relativa all’indagine sulla produzione libraria 2005)

 

Segue…

 

martedì 29 maggio 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 7

Alla Fine della Fiera del Libro di Torino appare sul sito ufficiale il dato finale dei visitatori: quest’anno sono stati 302.830.


Questi risultati, si legge su http://www.fieralibro.it/ “confermano, in tal modo, il balzo straordinario del 30% registrato nella edizione del 2006. Occorre ricordare che il 2006 è stato l’anno delle Olimpiadi e che la Fiera ha, dunque, goduto dell’effetto traino di quel grande evento mediatico.” I redattori del sito aggiungono poi: “per dovere di cronaca, occorre ricordare che le circa 2.500 persone intervenute alla serata inaugurale, mercoledì 9, non sono state computate nella somma finale dei visitatori, altrimenti si sarebbe superato il record dello scorso anno..”

 

Dunque c’è stata una grande affluenza, anche se questo dato contrasta non poco con le impressioni di vari editori che avevano notato un rilevante calo di presenze. Evidentemente i sensi dell’uomo possono essere fallaci, mentre i registratori di cassa dovrebbero essere molto più precisi.

 

Girando tra i 1263 espositori (non solo editori) presenti alla Fiera, pensavo che gli editori italiani sono tanti.

 

Nel 2005 gli editori censiti erano 3.136. Di questi, solo 1739 risultavano aver pubblicato almeno un’opera  in quell’anno.

Dunque esistevano allora circa 1.700 editori “vivi” e circa 1.400 editori “in sonno”.

 

Mi è venuta voglia di saperne di più e quindi mi sono tuffato nella rete. Qualcosa ho trovato…

 

Segue…

 

lunedì 28 maggio 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 6

Alla fine della Fiera del Libro di Torino, mentre cerco l’uscita che conduce al mio parcheggio, passo in un salone dove un autore straniero sta rispondendo a delle domande in un italiano volenteroso. Non so chi sia ma fa un’osservazione interessante.

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“Essere uno scrittore è un mestiere strano” dice “perché io posso affermare di essere uno scrittore solo nel momento in cui sto scrivendo un libro e poi quando me lo pubblicano, ma poi la cosa finisce lì, perché non è detto che io in futuro scriva un altro libro. Non c’è certezza che scriverò ancora. Io torno ad essere scrittore solo quando riprendo a scrivere.”

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Forse è a questo che si riferiva John Steinbeck quando diceva: "la professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un'attività solida, stabile."

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Ma non ho tempo per rimanere ad ascoltare questo straniero. Sono ubriaco di libri e mi aspettano cinque ore di macchina per arrivare a Firenze. Chiedo a un desk delle informazioni dov’è l’uscita. Mi indicano una gigantesca porta proprio dietro di me. La guardo, sorrido al ragazzo delle informazioni e capisco che è davvero l’ora di tornare a casa.  

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Ma segue…

venerdì 25 maggio 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 5

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 5

 

Alla fine della fiera, chi vende i libri è la libreria.

 

Ho parlato finora degli scrittori e degli editori.

Dato che, come dice qualcuno, non possiamo farci carico dei problemi di tutti a questo mondo, per quel che riguarda i problemi dei librai (che ne hanno tanti) e gli aspetti tecnici connessi all’esercizio di una libreria passo la mano e rinvio al divertente forum sulla Repubblica dei lettori  denominato “corso on line per aspiranti librai”.


 

Lì ci trovate anche diversi interventi di LT (ovvero Lord Thuna ovvero Paolo ) che mi ha dato una mano a reperire alcuni dei dati presenti in questi post (e in quelli che verranno).

 

 

Segue…