martedì 8 febbraio 2011

Incontri di febbraio a Firenze e Pistoia




Giovedi 10 febbraio, ore 18, presso la Melbookstore Firenze (via de' Cerretani 16/r)

Presentazione del libro
E’ solo l’inizio commissario Soneri  (Frassinelli editore)
di Valerio Varesi
Presentano Leonardo Gori e Giuseppe Previti
 
Una brutta giornata d'inverno. Dal suo ufficio in questura il commissario Soneri osserva innervosito la pioggia che cade a rovesci su Parma. Ma a distoglierlo da quello spettacolo deprimente arrivano, nel giro di poche ore, due drammatici annunci: il primo riguarda il suicidio di un giovane. Che si è impiccato in un vecchio albergo in abbandono, preparando con cura il proprio addio. Ha infatti una valigia di lusso accanto a sé ed è vestito con eleganza, però addosso non ha soldi né documenti. Soneri avvia l'indagine, mentre gli piomba addosso il secondo, tragico caso della giornata: un morto accoltellato. La vittima, per giunta, era un personaggio piuttosto noto in città: Elmo Boselli, leader del Sessantotto parmigiano, all'epoca grande agitatore di folle e seduttore impenitente. Il commissario intuisce che il movente politico non è la pista giusta e comincia a scavare nella vita di Boselli, inseguendo il filo di un suo antico, mai dimenticato amore, che lo conduce dall'Appennino emiliano fino al mare, nei borghi delle Cinque Terre. Dove, stranamente, approdano anche le ricerche sul misterioso suicida, un rumeno appartenente a un gruppo fascista di ultras della tifoseria spezzina. E lì, mentre riflette con amarezza sulle speranze e gli ideali di una generazione che sognava di trasformare il mondo ma ha lasciato una ben misera eredità ai suoi figli, Soneri riesce a ricomporre le tessere del complicato puzzle, identificando alla fine il colpevole.



Venerdì 11 ore 17,30 presso Luccalibri, Lucca 
Luciano Luciani presenta "Vicini da morire"


Venerdì 11 ore 21,00 presso Biblioteca Comunale Eden a Casalguidi (PT)
Gli amici del Giallo di Pistoia presentano "Vicini da morire"



Venerdì 18 ore 18,00 presso Melbookstore Firenze  (via de' Cerretani 16/R)
Gabriele Ametrano, Graziano Braschi e Giuseppe Previti presentano "La moneta del potere ha sempre tre facce" di e con Mario Spezi


Venerdì 25 ore 18,00 presso Melbookstore Firenze  (via de' Cerretani 16/R)
Graziano Braschi, Donatella Fabbri e Giuseppe Previti presentano "Pontormo e l'acqua udurosa" di e con Lucia Bruni


Sabato 26 ore 17,00 presso Biblioteca San Giorgio, Pistoia (via Sandro Pertini)
Graziano Braschi, Lucia Bruni, Giuseppe Grattacaso presentano "Letti per voi" di Giuseppe Previti
Coordina Roberta Capanni.  



In televisione su TVL

Sabato 12 ore 23,00(replica 13.2 ore18,00):
Valerio Varesi con "È solo l'inizio, commissario Soneri"

Sabato 19 ore 23,00 (replica 20.2 ore 18,00):
Mario Spezi con "La moneta del potere ha sempre tre facce"

Sabato 26 ore 23,00 (replica 27.2 ore 18,00):
Sandro Ori con "La luna negli occhi".


 

mercoledì 2 febbraio 2011

Il mio cuore è un mandarino acerbo



Melbookstore Firenze - via de' Cerretani, 16r 

Mercoledi 2 febbraio alle ore 18
presentazione del libro
Il mio cuore è un mandarino acerbo

 


di Alessio Arena
(Zona editore)

Con l'autore, intervengono Francesca Matteoni, Alessandro Raveggi, Vanni Santoni
Conduce Silvia Tessitore




La neve sta ammalando l’arcobaleno degli intonaci del porto. E Patrizia e il suo disco riecheggiano la febbre di questo piccolo miracolo che ha nascosto la cupola della Madonna delle Grazie offrendo una montagna di sale al dolore di questa notte. È un dolore romantico, quello di Patrizia davanti alla neve, dentro alla canzone che canta pure lei, ordinata, ossuta di sentimento. Non sbaglia manco una parola quando dice give a little hmm to me con i suoi denti storti. Intanto ha steso le braccia sul davanzale. È tardi. E brutto tirarsi indietro. Patrizia raccoglie un pugno di neve e lo ingoia, come se questo bastasse a far rivivere nel suo corpo il bambino che ha perso per sempre.

Mettete assieme Amanda Lear e Nino D’Angelo, il porto di Marsiglia e l’isola di Procida, la Bibbia e Baudelaire, tre nani, e un travestito che ha lo spessore tragico di un personaggio di Genet.
In una sintesi esistenziale degli anni Ottanta, in piena epoca di disimpegno politico, eroina facile, nuove rivendicazioni sessuali e incredibili cotonature, Alessio Arena ci dona un romanzo tragicomico dissacrante che è anche un film, un copione cinematografico che interpreta se stesso.
Si alternano così le vicende di un uomo innamorato dell’idea di essere donna, o di essere, più semplicemente, Dio in Terra, nella preparazione della sua complessa, bizzarra e inedita Trasfigurazione. Dove si piange, si ride e si balla come da tradizione partenopea.



Alessio Arena, nato nel 1984, è scrittore e cantante. Ha pubblicato racconti sulle riviste «Linus», «Nazione indiana», «‘Tina», «Nuovi Argomenti» e in diverse riviste spagnole. Ha vinto il premio del pubblico a Esor-dire 2009, ed è stato invitato a RicercaBO 2008. Il suo romanzo L’infanzia delle cose (Manni 2009) è stato Premio Giuseppe Giusti Opera prima



 

domenica 30 gennaio 2011

WWW.CALAMANDREI.IT - Aggiornamento sito


Approfittando di un pomeriggio libero, ho aggiornato il mio sito www.calamandrei.it provvedendo alle seguenti, non divertentissime, attività:




  • inserimento della pagina La struttura profonda del giallo e del noir articolo pubblicato sulla rivista IF la rivista dell'Insolito e del Fantastico


  • inserimento della pagina  Riso Nero antologia di racconti gialli e neri comici edita da Delos Books S.r.l.


  • aggiornamento de La mia biblioteca (libri letti e da leggere) con inserimento di nuove pagine su autori stranieri, fantascienza, fantasy, gialli e saggi vari


  • aggiornamento di Pubblicazioni ovvero una pagina con qualche notizia sulle mie pubblicazioni


  • aggiornamento del mio curriculum letterario



E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

giovedì 27 gennaio 2011

Scerbanenco è uno scrittore datato?



Col presente post termina la pubblicazione dei miei appunti su Scerbanenco ovvero la sintetica traccia dell'intervento che farò sabato 29 al Festival del giallo di Pistoia.

Ricordo che da venerdì 28 inizierà il Festival del Giallo di Pistoia, il cui programma completo lo potete trovare qui, insieme alle istruzioni su come arrivarci.

Interverranno numerose amiche e amici, tutti assolutamente da ascoltare. Io parlerò di Scerbanenco sabato 29 dalle 14,30 alle 16 alla Biblioteca San Giorgio. Insieme a me interverranno Marcello Cimino, che parlerà di Lucarelli, e Marco Santoni (Oscar Montani) che illustrerà Camilleri.


 

Concludo con una domanda provocatoria, alla quale mi aiuteranno a dare risposta tutti quelli che saranno presenti all’incontro di sabato.
 

SCERBANENCO E’ UNO SCRITTORE DATATO?
 
Ci sono alcuni elementi che possono far pensare che i romanzi di Scerbanenco potrebbero sembrare distanti e datati per un lettore dei giorni d’oggi.
 
Il mondo criminale in cui sono ambientate le storie
 
Le attività criminali a cui si dedicano taluni degli antagonisti appaiono ormai come retaggio di un passato lontano e superato, quasi romantico e “pittoresco”: contrabbando di valuta, di arsenico, rapine nelle botteghe. Si incontrano spesso, tra le persone più disagiate e i delinquenti, dei malati di tubercolosi.
 

 
La descrizione dell’ambiente e di Milano
 
La descrizione della Milano di quegli anni è molto precisa e piena di particolari.
Ciò è interessante ma manca un insieme di punti di riferimento condivisi tra lo scrittore e gli attuali lettori.
Oggi appaiono difficilmente individuabili molti aspetti citati nei romanzi, ad esempio: i modelli di macchine, le commesse della Rinascente come simbolo di un certo tipo di donna, i liquori o le droghe citate (l’anice lattescente de I ragazzi del massacro)

 
  
Le idee non politicamente corrette
 
Alcuni aspetti del pensiero di Scerbanenco attualmente del tutto NON politicamente corretti.
 
Abbiamo già visto qual è la visione di Scerbanenco sui delinquenti (esseri talvolta irrecuperabili) e sull’uso violenza per ottenere e fare giustizia.
 
Ma l’aspetto più evidentemente oggi scorretto delle opere di Scerbanenco è l’atteggiamento nei confronti degli omosessuali, giudicati in maniera così sprezzante che al giorno d’oggi è quasi imbarazzante da leggere. Spesso vengono chiamati invertiti, anomali e sempre viene loro attribuito un animo contorto, depravato e corrotto, pag.75 RDM 



 

Scerbanenco : i temi

Continua la pubblicazione dei miei appunti su Scerbanenco; la traccia dell'intervento che farò sabato 29 al Festival del giallo di Pistoia.
 

I TEMI RICORRENTI

 


Una visione morale del mondo
 
Nel mondo prevale il male; si può combatterlo, si possono ottenere momentanee vittorie, ma l’ordine ristabilito non è mai possibile considerarlo positivo, dato che il punto di equilibrio di questo mondo, di questa realtà è moralmente basso, inferiore al minimo.
Tutto è svenduto ed oggetto di mercificazione.

 



La violenza è un istinto insito nell’uomo (vedi pag. 114 RDM)
Nondimeno occorre continuare a combattere. In Venere privata (VP pag. 99) la seconda parte del romanzo è introdotta da questa frase:
“Ogni volta che si trova uno sfruttatore bisogna schiacciarlo. Ma che vuoi schiacciare, tenerezza mia, più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso.”
 



C’è un forte, ma disperato e disilluso, senso etico.
Càrrua dice
“non aveva mai capito veramente perché Duca – e anche il padre di Duca – ci tenessero tanto alle cose giuste, alla giustizia, perché volessero rendere così difficile la vita, che era già tanto difficile, con quelle complicazioni di giusto e di giustizia. Ma una cosa comprendeva: che doveva tenersi Duca così com’era, cambiarlo non si poteva.”
 

 



Duca Lamberti spiega così la sua visione del mondo e il motivo per il quale sente l’imperativo morale di combattere contro certi delinquenti:
 



Leggere Pag. 127/128 VP
 

 



Le leggi che tutelano i delinquenti che “dopo pochi anni sono di nuovo fuori” (vedi pag. 224 RDM). Il dubbio se non sia meglio farsi giustizia sommaria da soli.
Leggere Pag. 125 TT
 



Non è vero che si deve solo perseguire la giustizia evitando la vendetta.
 



La giustizia spesso è elusa da cavilli giuridici o da amicizie con i potenti
Leggere pag. 168/169 TT pag. 130 TT

 



La stima (di sé stesso e da parte degli altri) è l’unica ricompensa per chi si comporta bene.  Pag. 231 TT
 
  
 
La reazione politicamente scorretta al male
 

 



La rabbia contro questi delinquenti che sanno che resteranno sostanzialmente impuniti, spesso spinge Lamberti a usare le maniere forti e ad alzare le mani.

E’ anche un problema di linguaggio, per Lamberti/Scerbanenco: certa gente capisce solo il linguaggio della violenza e se non si usa quello non si riesce a giungere in comunicazione con loro.
Bisogna essere consapevoli che non esiste un sistema di valori condiviso da tutti e se non si riesce a capire qual è il sistema di valori dell’interlocutore, non si ottiene alcun risultato.
Alcune persone sono DIVERSE, obbediscono a un linguaggio diverso TT,  pag. 72 MAS
 
 

 



  Comportamento non sempre corretto della polizia.
 



"E come è stato scoperto?" "A schiaffi. Era Mascaranti che l'interrogava. Quando combinano quei trucchi non pensano mai agli schiaffi. Non c'è mica bisogno di tante torture cinesi, al quinto o sesto schiaffo di Mascaranti, uno deve decidere prima che il cervello gli vada in acqua".
 
Duca stesso, spesso malmena i delinquenti che gli capitano sotto mano (Venere privata), talvolta con rabbia, come se si rendesse conto che la punizione fisica è l’unica punizione che essi temano.

 



   
 
Una visione politicamente scorretta dei delinquenti stessi
 



I delinquenti spesso sono descritti come persone irrimediabilmente corrotte nell’animo. Non c’è per loro alcuna speranza di recupero sociale (vedi il racconto Un minorenne da bruciare MC9).



 



Talvolta Scerbanenco presenta i due aspetti del problema, soprattutto quando si parla di delinquenti giovanissimi, sui quali ha influito certo anche l’ambiente (tema che ricorre molte volte in I ragazzi del massacro), ma di solito alla fine l’autore prende una posizione molto decisa, sostenendo che l’indole del delinquente è prevalentemente innata e immodificabile (vedi pag. 88 e 106/107 RDM).



 
I delinquenti sono stupidi, sennò non farebbero i delinquenti  (ripetuto più volte, vedi anche MC9 pag. 110)
 



La pietà per le donne sfruttate
 



Le donne sfruttate sessualmente e la prostituzione. L’autore ha una grande compassione per loro, anche se non proprio per tutte le donne.
 



 
 

 



La violenza descritta con crudezza, senza nascondere niente
 



Pulp.
 



Certe scene descritte da Scerbanenco sono davvero forti (il massacro in I ragazzi del massacro, le torture descritte in Traditori di tutti, la donna bruciata viva in I milanesi uccidono il sabato).
Non sembrano, però, forzature inserite per scioccare, come capita talora negli scrittori contemporanei. Sono naturali perché discendono dall’idea, più volte espressa dall’autore, che talune persone sono irrimediabilmente corrotte nell’animo



Continua...

 




 

mercoledì 26 gennaio 2011

Scerbanenco : la struttura gialla


Continua la pubblicazione dei miei appunti su Scerbanenco; la traccia dell'intervento che farò sabato 29 al Festival del giallo di Pistoia.
 
 
LA STRUTTURA GIALLA
 


La trama e l’indagine
 
Dal punto di vista della costruzione dell’indagine, i romanzi di Lamberti sono semplicissimi. L’indagine viene condotta in un modo estremamente realistico, con un lavoro metodico di polizia, senza grandi colpi di genio. Lo schema, per certi versi, ricorda il Procedural.
“La polizia vince con l’iterazione, a furia di ripetere che due più due fa quattro, alla fine scoprite qualche cosa di più”VP 145
 

 



Non ci sono falsi colpevoli, e i colpevoli non vengono mai incastrati sulla base di contraddizioni scoperte nelle loro dichiarazioni, come in certi tipi di gialli. Addirittura, Lamberti non incontra mai il colpevole prima di arrivare al momento dello scontro finale e dell’arresto. Questo anche perché spesso i colpevoli sono grandi organizzazioni, in cui conta la “struttura” più che il singolo esecutore materiale del delitto.
 
 
La struttura del testo
 



C’è un sapiente uso del cliffhanger, con interruzione del capitolo nel punto appropriato, vedi pag. 16 MAS
 



La stessa struttura narrativa de I milanesiammazzano il sabato, con una mega sospensione della storia, è particolarmente efficace.
 



Anche in Venere privata, a un certo punto c’è un montaggio non lineare della vicenda con uno strano flashback, privo di qualsiasi introduzione, in cui viene spiegato un evento precedente.
 



Ferocissima la costruzione della prima parte de I ragazzidel massacro con le urgenze della malattia della nipotina di Duca che si accavallano con quelle dell’indagine.
 



  




martedì 25 gennaio 2011

Scerbanenco : il linguaggio



Continua la pubblicazione dei miei appunti su Scerbanenco; la traccia dell'intervento che farò sabato 29 al Festival del giallo di Pistoia.
 

UNO SCRITTORE DI ALTISSIMO LIVELLO
 


Scerbanenco è uno di quegli scrittori che quando si leggono viene da dire: io non ce la farò mai a raggiungere la sua potenza.
 
Capacità di caratterizzare moltissimo i personaggi, anche le comparse, con sole poche parole penetrandone l’animo in profondità.
Questa di saper cogliere cosa si agita nella parte più profonda delle persone, in fondo, è anche l’unica caratteristica investigativa particolare del suo personaggio Duca Lamberti.
E’ una caratteristica che a Lamberti deriva anche dall’essere stato un medico, come nota a un certo punto una delle persone da lui interrogate.
 

 


Ricordo come pagine bellissime:


  • la prima apparizione di Duca Lamberti in Venere privata, e il suo colloquio iniziale col vecchio Auseri


  • il colloquio iniziale di I milanesi ammazzano il sabato, con il padre della ragazza minorata rapita


 


Riflettendo sulle pagine di Scerbanenco che mi hanno più colpito per intensità, mi rendo conto che si tratta in entrambi i casi di pagine in cui viene descritto il rapporto tra un padre e suo figlio o sua figlia. Ricordandomi che Scerbanenco aveva perso il padre in giovanissima età, mi viene da pensare che questa coincidenza possa essere significativa.
 


 
IL LINGUAGGIO
 


Scerbanenco ha un linguaggio tutto suo, lontano dalle regole che vengono comunemente insegnate ai corsi di scrittura. Lì si dice che lo scrittore deve scegliere le parole esatte necessarie a esprimere un concetto o una sensazione e che, se invece di quelle ne usa altre, sbaglia. Scerbanenco, invece, usa una scrittura molto simile al parlato, che chiarisce i concetti tornando indietro e correggendosi, o per accumulazione di approssimazioni sempre più precise. 
 
Esempi:
-correzione del primo termine usato, come nel parlato:
“La porta dell’ufficio si aprì malamente, anzi con violenza, e Mascaranti entrò…pag. 55 MAS
 
- lingua ridondante
“domandò lui, David Skeinerberg”..pag.10 MC9
 
- ripetizione, numerose volte, vedi ad es. pag.  58 MC9
“facendo brillare come sotto un riflettore, la chitarra di Prospero, come se fosse stata colpita da un riflettore.”
 


 


- come dire,  “fecero piuttosto fatica a nasconderlo, come dire?, a buttarlo in quel precipizio vegetale.” MC9 pag 68
 
-un uso della virgola teso più a riprodurre la cadenza del parlato che a rispettare le regole grammaticali (spesso gli incisi non vengono chiusi).
 
Il suo rapporto con il linguaggio può forse essere spiegato da questo brano de I milanesi ammazzano il sabato (pag. 75), che potrebbe essere una replica indiretta a qualche critica fatta al suo modo di scrivere:
“Ho bisogno che da domani mi fai da autista,” disse Duca, capiva che, grammaticalmente non rispettava la giusta coniugazione dei verbi e che i dotti lo avrebbero rimproverato, ma in quel momento il suo interesse per il giudizio dei dotti era molto moderato.”
 

E’ formidabile nella rappresentazione in poche parole dei sentimenti non solo dei personaggi principali (che dopo di tutto è cosa di cui molti scrittori sono capaci), ma soprattutto, in pochissime parole, delle comparse.
“Alessandra Radaelli, oltre a guardare la foto, non fece niente, non arrossì, non impallidì, non si mise a piangere, non disse ah. Solo sembrò che il viso le diventasse più piccolo.”VP pag. 101


 


Scerbanenco è uno che scriveva tantissimo, non è andato quindi esente da qualche caduta nel livello della scrittura.
Talvolta si vede che cerca di scrivere “la bella pagina” (vedi certe descrizioni di Milano),
altre volte prova a fare degli esperimenti letterari o delle esibizioni letterarie (vedi la pagina iniziale di Traditori di tutti che è un unico discorso di 28 righe cadenzato solo da virgole e mai interrotto da alcun punto, pag. 7 TT).
 
Nel complesso, però, le sue pagine hanno sempre una intensità tale che certi passaggi meno convincenti non si notano neppure, tanto forte è la storia che lui racconta