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venerdì 20 luglio 2007

Enciclopedie

Borges racconta che passava giornate intere a leggere, una voce dopo l'altra, le grandi enciclopedie che i suoi avevano in casa.


Quelle enciclopedie erano delle vere e proprie raccolte di saggi ed ogni voce apriva squarci su mondi meravigliosi.


Ora i tempi sono cambiati: le enciclopedie si sono fatte ben più sintetiche, il tempo per sfogliarle per diletto manca (poi costano).


Ti suggerisco però una cosa che faccio ogni tanto. 


Vai sulla pagina principale di Wikipedia e clicca sul link "una voce a caso".


Scoprirai tanti mondi sconosciuti.


(a me oggi è capitato di conoscere l'esistenza del Vicariato apostolico di Izabal e di avere informazioni su Window in the Skies).



 

giovedì 17 maggio 2007

L'occasionissima del lunedì

Questa settimana l’occasionissima del lunedì, ovvero la segnalazione che ogni lunedì faccio di un brano presente sul mio sito www.calamandrei.it , cade, come potete constatare, di giovedì.

 

Non si tratta di anticonformistico rifiuto del calendario ma di una semplice contingenza pratica. Questo lunedì non ho postato niente perché ero a Torino e lunedì prossimo inizierò a pubblicare una serie di post sulla Fiera del libro e sul magico mondo dell’editoria che dovrebbe occupare tutta la settimana.

 

Per cui l’occasionissima ve la segnalo oggi. Trattasi di Instabili trame, un racconto scritto quando ero un giovanotto che amava tanto Borges da scrivere con uno stile che tentava di riecheggiare quello del grande argentino. Poi si cresce e si cerca una propria strada.

 

Il racconto ottenne anche un premio nell’ambito di un concorso letterario.

Da quel giorno nacque la mia antipatia per i premi letterari.


Era il 1986 e quello era il primo concorso al quale provavo a partecipare. Quando ricevetti la comunicazione che avevo vinto uno dei premi ne fui felicissimo. La premiazione fu oggettivamente molto bella. Si svolse in pompa magna in Palazzo Vecchio, nel salone de' Dugento. Io ero andato tutto incravattato, insieme alla fidanzata e ad alcuni amici. Aspettavo emozionato che venisse il mio turno mentre gli altri premiati venivano uno dopo l’altro chiamati sul palco per le foto di rito e l’applauso del folto pubblico. Premiarono tutti gli altri, poi salutarono e ringraziarono i presenti che presero rapidamente a sfollare.


Rimasi qualche istante interdetto. Poi mi incamminai verso la giuria con la lettera che mi avevano spedito in mano, per capire cosa era successo. Ero a pochi passi dal palco quando uno degli organizzatori prese il microfono e disse qualcosa tipo: “Ehi, c'era anche questo Sergio Calamandrei”.


Mi dettero la mia targa, con la sala ormai deserta. Era andato via anche il fotografo.

.


Non mi potete biasimare se ho poca simpatia per i concorsi letterari.

 

Comunque Instabili trame inizia così:

 

Accadde dunque che durante l'effimero regno dell'imperatore Teocrito, Tullio, giovane tribuno della famiglia Eridania, si accasciò al suolo sulla passeggiata di Crotone senza una ragione apparente…

venerdì 20 aprile 2007

Istanti

All’inizio avevo pensato di scrivere un post che contenesse solo questa poesia:

 

ISTANTI

Se potessi vivere di nuovo la mia vita.

Nella prossima cercherei di commettere più errori.

Non cercherei di essere

così perfetto, mi rilasserei di più.

Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,

di fatto prenderei ben poche cose sul serio.

Sarei meno igienico.

Correrei più rischi,

farei più viaggi,

contemplerei più tramonti,

salirei più montagne,

nuoterei in più fiumi.

Andrei in più luoghi dove mai sono stato,

mangerei più gelati e meno fave,

avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto

della loro vita sensati e con profitto;

certo mi sono preso qualche momento di allegria.
ma se potessi tornare indietro, cercherei

di avere soltanto momenti buoni.

Che, se non lo sapete, di questo

è fatta la vita,

di momenti: non perdere l'adesso.

Io ero uno di quelli che mai

andavano da nessuna parte senza un termometro,

una borsa dell'acqua calda, un ombrello e un paracadute;

se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

Se potessi tornare a vivere

comincerei ad andare scalzo all'inizio

della primavera

e resterei scalzo sino alla fine dell'autunno.

Farei più giri in calesse,

guarderei più albe

e giocherei con più bambini,

se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

 

Jorge Luis Borges

 

 

Il post avrebbe potuto benissimo chiudersi qui.

Il tema di questa notissima poesia di Borges infatti splende forte e chiaro, senza necessità di ulteriori precisazioni.

Al limite, se avessi voluto fare un po’ di pubblicità al mio romanzo avrei potuto aggiungere che ho citato alcuni versi di questa poesia ne L’unico peccato (ecco: l’ho fatta, la pubblicità).

 

Ma, dato che sinceramente sono un po’ precisino, ho voluto cercare in internet il nome del libro in cui la poesia è stata pubblicata e digitando su Google “borges istanti” ho trovato circa 9.500 pagine.

Girando tra di esse mi sono imbattuto nel testo originale in spagnolo e in varie versioni della traduzione in italiano. Ma non trovavo mai il riferimento alla pubblicazione.

 

Poi sul forum di www.riflessioni.it ho trovato un commento che segnalava che il brano è erroneamente attribuito a Borges mentre parrebbe essere in realtà una traduzione della poesia "If I Had My Life to Live Over " di Nadin Stairs. Qualcun altro attribuisce il testo al caricaturista americano Don Herold che avrebbe pubblicato una prosa molto simile nel 1953.

 

Alla fine sono arrivato a un articolo molto completo di Ivan Almeida del Borges Center dell’Università dell’Iowa Jorge Luis Borges, autor del poema ”Instantes”  dove si ricostruisce tutta la storia dell’attribuzione a Borges del brano (non solo su internet ma anche su riviste letterarie), peraltro confermata in una intervista a Borges che Almeida dimostra essere falsa a causa di alcuni anacronismi in essa contenuti.

L’articolo è in spagnolo, ma è molto interessante (con un po’ di pazienza lo spagnolo riesce a leggerlo anche chi, come me, non ha studiato quella lingua). Peraltro lo studioso segnala l’indignazione degli appassionati borgessiani quando si cerca di dimostrare loro che la poesia non è di Borges. Molti, infatti, non accettano che questo brano non sia del grande argentino.

Borges, di sicuro, sarebbe molto divertito da tutta questa vicenda.

 

In conclusione:

1)     la poesia è comunque molto bella e fa meditare;

2)     non bisogna mai credere ciecamente a quello che ci viene detto;

3)     io ho citato nel mio libro i versi attribuendoli a Borges facendo per sempre la figura del pollo (sono in buona compagnia, però).