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giovedì 17 dicembre 2009

Quanto costa leggere

Continua la pubblicazione dei post sull'editoria italiana ne LA LETTERA RUBATA.
Dato che mi pare interessante, ripropongo il post di oggi anche qui nel mio blog.



fiera
Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 14
(Serie di post pubblicata nel 2007. Sull’aggiornamento dei dati vedi la premessa)



Forse può sembrare una operazione un po’ prosaica, come l’indicazione del prezzo all’etto nelle confezioni del supermercato, ma l’Istat non ha un cuore romantico, né particolare rispetto per la sacra arte della scrittura, e quindi è andata a calcolare quanto costano i libri a pagina.

Nel 2005, i libri mediamente sono costati 11 centesimi a pagina.

La Varia adulti presenta il medesimo risultato di 11 centesimi. La scolastica costa meno: 5,3 centesimi a pagina, mentre i libri per ragazzi, ovviamente, costano ben di più: 21,1 centesimi a pagina.
Ovviamente perché hanno le illustrazioni.
E ovviamente, perché tutte le cose che gli adulti comprano per i figli hanno prezzi sempre elevati, tanto i venditori sanno bene che l’istinto materno e paterno spingono con forza e travolgono spesso le considerazioni puramente economiche sul valore effettivo dei beni che compriamo ai figli.

Lasciando da parte queste riflessioni, si può notare comunque che la palma d’oro per il maggior prezzo a pagina spetta ai libri di “commercio, comunicazione e trasporti” per ragazzi, con 78,4 centesimi a pagina. Ho presente: devono essere quelli con gli animaletti che vanno sui treni, col coniglio capostazione; alcuni hanno pagine di mezzo metro quadro, ci può stare.

Passando alla Varia adulti, il prezzo a pagina più alto è quello dei libri di “Tecnologia, industria, arti e mestieri” pari a 66,3 centesimi a pagina.

I libri di avventura e gialli li tirano dietro, a 3,6 centesimi a pagina. Questo prezzo è certo influenzato dalle ristampe in edizione economica e dalla ponderosità di molte opere di autori stranieri.

Gli altri romanzi costano 6,1 centesimi a pagina, i libri di poesia 11 centesimi a pagina.

Ci si può interrogare se i 6,1 centesimi a pagina dei romanzi siano un prezzo caro o no; se leggere costi tanto o sia un divertimento economico.

A questa domanda potrei rispondere affermando, come la nota pubblicità, che certe cose non hanno prezzo.
Ma allo stesso modo mi potrebbe rispondere un appassionato di calcio, interpellato sui costi delle partite.
Dunque, provo a vederla in un modo più volgare, vilmente economico, un po’ come farebbe l’Istat.

Voi quante pagine leggete in un’ora?

È una cosa molto soggettiva.

Supponiamo leggiate, in media, sessanta pagine l’ora: in tal caso la lettura è un divertimento che vi costa 3 euro e mezzo l’ora. Meno, circa due euro, se leggete un giallo.

Costa di più andare al cinema. Costa immensamente di più andare allo stadio.

L’unico problema della lettura è che poi, mentre i soldi spesi per il cinema o la partita te li scordi, i libri ti restano in casa e se a un certo punto ti metti a scrutare la tua libreria dal punto di vista economico ti rendi conto che magari hai in casa qualche migliaio di euro di libri.

Soldi spesi bene, comunque.
E poi fanno arredamento.


(Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005
alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)


Segue…

martedì 27 ottobre 2009

Dati sull'editoria e sul mercato del libro

fiera
Sto ripubblicando su LA LETTERA RUBATA una serie di post dove sono esposti e commentati diversi dati sull'editoria e sul mercato del libro.

I post si possono leggere cliccando su questo tag.

Commenti, precisazioni e correzioni di eventuali imprecisioni saranno graditi, al fine di giungere, col contributo di tutti, a fornire un quadro della situazione dell’editoria il più chiaro possibile.

venerdì 18 settembre 2009

Se anche a Lettere non leggono...

In relazione all'argomento strettamente collegato della scarsa propensione alla lettura dei nostri connazionali, segnalo questo articolo apparso su La Repubblica che riporta i dati sui test eseguiti all'Università di Firenze.

Ne riporto un estratto:

"Troppo difficile, non ce la fanno. A Lettere più di uno studente su due non supera il test di autovalutazione, a Economia uno su quattro non raggiunge la sufficienza, a Scienze della Formazione circa il 40 per cento degli allievi è al di sotto dei 18/30, la soglia della «promozione». La stessa situazione si replica a Ingegneria. L´università non chiude le porte, ma apre le aule ai corsi di recupero....
 

Colpisce e fa male la débâcle di Lettere perché riguarda l´italiano, l´uso della nostra lingua. Molti studenti cadono su un lessico ristretto e povero, conoscono poco o per niente il significato di termini tipo: «refuso», «velleità», «procrastinare».
I numeri nudi e crudi che circolano in piazza Brunelleschi sono questi che seguono. Su 1274 allievi, 519 hanno superato la prova (40,74%) e 755 (cioè il 59,26%) non hanno raggiunto il livello minimo di preparazione richiesta. Saranno quindi affidati ai corsi di recupero: non a caso la facoltà di Lettere ha appena reclutato dieci insegnanti delle medie superiori per puntellare le lacune.

«Siamo preoccupati - dice la preside Franca Pecchioli - il nostro non è un test culturale, ma sulla comprensione di un testo e sulla grammatica. Arrivo persino a dire che se non sanno oggi dov´è il Mar Nero pazienza, glielo insegneremo strada facendo, ma se non sono in grado di comprendere quando parla un docente a lezione perché non conoscono le parole, allora mi devo allarmare». Va detto che quest´anno c´è appena più severità: gli errori massimi per arrivare alla sufficienza sono passati da 5 a 4 su un totale di 20 domande. «Le lacune più gravi non riguardano la grammatica o la sintassi, la tragedia è il lessico: in un´intera sessione, cioè in un centinaio di allievi, nessuno ha saputo dire il significato della parola "procrastinare" e la scelta era su quattro possibilità».

Roberta Lanfredini, docente di Filosofia è la responsabile dell´orientamento e dell´organizzazione dei test e dei corsi di recupero. Spiega: «E´ come se molti studenti avessero perso l´uso di certe parole, c´è un´atrofia lessicale, una frattura nel loro linguaggio». Le cause? «Leggono poco, sono abituati a ripetere in maniera meccanica, hanno perso il gusto delle parole» risponde la ricercatrice, che sta pensando di avvisare via mail le scuole medie superiori da cui provengono quegli allievi."

venerdì 24 ottobre 2008

Dati sulle vendite di libri

Quante copie vende un libro in Italia?


Il numero di copie vendute dei libri in Italia è un dato che non è dato (conoscere). Generalmente. 


Le classifiche di vendita riportano, infatti, le posizioni dei vari libri, ma mai il numero di copie vendute in senso assoluto.


Pregevole eccezione è rappresentata da Wu Ming che da tempo ha posto in essere una Operazione Glasnost al riguardo. 


Ecco i dati delle vendite dei libri scritti collettivamente e dai singoli componenti di Wu Ming.

martedì 13 maggio 2008

Alla fine della fiera del libro di Torino, un anno dopo

Si è chiusa ieri la Fiera del Libro di Torino.


Quest'anno non ce l'ho proprio fatta ad andarci.


L'anno scorso, invece, la visitai e poi scrissi una serie di post sulla Fiera, sul mercato dei libri e sui numeri dell'editoria italiana che cominciano dal post


Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 1


Il cui incipit è:


"Alla fine della Fiera del Libro di Torino mancano ormai meno di quattro ore quando me ne vado. Sono le sei dell’ultimo giorno di Fiera, il lunedì. Quei poveracci che stanno negli stand devono tirare ancora avanti fino alle ventidue, e questo è il loro quinto giorno consecutivo.
Mentre cerco l’uscita che porta al mio parcheggio mi viene di pensare al mercato del pesce, a fine mattinata. Come le trote, anche svariati libri calano di prezzo man mano che si avvicina la chiusura. So che da un amante della letteratura ci si potrebbero aspettare riflessioni più elevate, ma le cose stanno così...."


e proseguono sotto il tag alla fine della fiera.



Per chi volesse leggersi tutto l'elaborato con comodo, ho raccolto e rielaborato la serie di post "Alla fine della Fiera" in un unico testo che ho pubblicato sul mio sito www.calamandrei.it.


Il testo lo potete raggiungere direttamente cliccando qui.


lunedì 29 ottobre 2007

Al PISA BOOK FESTIVAL

Bel pomeriggio sabato al Pisa Book Festival, alla Fiera dell'editoria indipendente.


Ho avuto modo di incontrare vari miei colleghi che hanno pubblicato con ZONA e di confrontare le nostre esperienze, per così dire, "letterarie".


Il reading è stato divertente, anche se la Sala Shelley, dove è avvenuto l'incontro, dovrebbe essere messa nei libri di testo di Marketing come esempio di come NON deve essere inserita una sala nell'ambito di una fiera (isolata in un angolo del piazzale in un luogo dove non esiste alcun flusso di visitatori, con una porticina angusta che impediva a chi si fosse perso e stesse eventualmente passando lì davanti di dare un'occhiata all'interno).


 Al festival hanno partecipato numerosi piccoli editori ed è stato interessante avere un po' il quadro della situazione di questo tipo di editoria.


Rispetto a Torino gli sconti e le offerte erano meno generose, ma alla Fiera del Lingotto c'ero andato l'ultimo giorno, quando c'era già aria di smobilitazione. Penso che d'ora in poi, per motivi biecamente economici, andrò soltanto agli ultimi giorni delle varie Fiere, per approfittare di eventuali saldi.


Nondimeno, sono tornato dalla Fiera con i seguenti libri:



  • Diario della paura. Da via dei Georgofili la storia di un biennio di sangue di Silvia Tessitore. Zona. Ricostruzione di un passato così vicino e così velocemente dimenticato. Ma, forse, non è ancora passato. 

  • Il ventisette di Tullio Poian. Zona. La saga dei dipendenti pubblici.

  • 9 maggio ’78. Il giorno che assinarono Aldo Moro e Peppino Impastato di Carmelo Pecora. Zona. L’autore è ispettore capo della Polizia di Stato e dirige la scientifica di Forlì. Racconta di un giorno particolarmente significativo nella storia recente del nostro Paese.

  • La Donna d’Oro di Linda Di Martino. Editrice Laurum. Un giallo ambientato nel 1884 nel Ghetto di Firenze, alla vigilia della sua distruzione.

  • I due volti della giustizia di Lorenzo Maggioni. Deinoteria Editrice. Un sostituto procuratore indaga su una falsa bomba rinvenuta alla stazione genovese di Prà. L’attualità si mescola con la fantasia.


Infine, un ringraziamento speciale a Omero che è venuto appositamente alla Fiera per farsi mettere una dedica sul mio libro.


 

venerdì 12 ottobre 2007

Alla Fine della Fiera ... di Francoforte

Come tutti gli anni, in occasione della Fiera del Libro di Francoforte l'ISTAT ha pubblicato i dati provvisori sulla produzione libraria del 2006. Questi dati sono ancora molto lontani da quelli definitivi che si avranno solo verso aprile 2008.


Per ora, quindi, non modificherò la mia pagina Alla fine della fiera dedicata all'analisi dei dati Istat sull'editoria riferiti al 2005.


Segnalo, poi, che anche l'Associazione Italiana Editori ha messo in rete sul proprio sito una sintesi del rapporto annuale sullo stato dell'editoria.


Vi anticipo soltanto che il 2006 pare essere stato un anno di sostanziale stasi, che aumenta ancora il divario tra la percentuale delle donne lettrici (49%) e quella dei lettori maschi (38%), che più della metà dei ragazzi in età da superiori non legge alcun libro extrascolastico. 


 

mercoledì 12 settembre 2007

Aprire una libreria?

Visto il successo che sta riscuotendo, risegnalo un forum interessante già citato nella mia lunga sequela di post di luglio sul mondo dell’editoria (vedi i tag: alla fine della fiera, dati sull'editoria).

È un forum aperto sulla Repubblica dei Lettori che tratta delle problematiche che deve affrontare chi vuole aprire una libreria.

 

Al riguardo, Gennaro (che lo gestisce) commenta come segue:

 

Il forum su come suicidarsi aprendo una libreria va verso le 22.000 consultazioni e sempre più pazzerelle/i vi si affacciano per chiedere come si fa. Ad aprire una libreria o a suicidarsi? Non si è capito bene e, come dice il Poeta, "lo scopriremo solo vivendolo"...

 

L'idea di aprire una libreria mi ricorda che quando ero piccolo dicevo che da grande avrei voluto fare l'edicolante: in quel modo avrei potuto leggere Topolino gratis.

.

Penso che dedicarsi a un'attività che sia legata a una propria passione dia un grande vantaggio nel cammino che ognuno intraprende per cercare di avere una vita soddisfacente e felice. 

Credete a me, che lo so bene perché invece mi sono messo a fare il commercialista! 

venerdì 6 luglio 2007

Alla Fine della Fiera

Ho raccolto e rielaborato la serie di post "Alla fine della Fiera", dove sono esposti dati sull'editoria italiana e sul mercato del libro, in un unico testo che ho pubblicato sul mio sito www.calamandrei.it.


Il testo lo potete raggiungere direttamente cliccando qui.


martedì 19 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 21

L’indagine Istat “I cittadini e il tempo libero” (maggio 2006) fornisce anche dati su quali siano i libri preferiti dai lettori.

 

“I romanzi italiani e stranieri sono i libri più letti nel tempo libero (con rispettivamente il 51,4% e il 42,6% di lettori), seguiti dai libri per la casa (27,2%), dai gialli, noir (27,1%), dalle guide turistiche (26,7%), dai libri umoristici (24%) e dai libri di scienze sociali o umane (23,7%).

 

La graduatoria per genere di libri letti è diversa tra i due sessi.

Gli uomini leggono soprattutto romanzi italiani e stranieri (rispettivamente 42,3% e 36,1%), guide turistiche (28,1%), libri di scienze sociali (27,1%) e umoristici (26,3%).

Anche le donne prediligono i romanzi italiani (58,2%) e i romanzi stranieri (47,4%), seppur con percentuali decisamente superiori agli uomini, seguono, poi, i libri per la casa (40,3%), i gialli, noir (27,2%), le guide turistiche (25,7%) e i romanzi rosa (22,4%).

 

Anche tra gli altri generi di libri emergono differenze sostanziali tra lettori e lettrici. Gli uomini, infatti, leggono in maggior misura libri a fumetti (19,9%), di musica (7,3%), di informatica (12,6%), di fantascienza (15%) e libri di scienze naturali, esatte, di tecnica ecc. (14,2%). Le donne si caratterizzano, invece, per prediligere i libri sulla salute, sulla gravidanza e sui bambini (16,2%), libri per bambini/ragazzi e favole (20,3%).

 

I ragazzi tra gli 11 e i 24 anni leggono più della media, libri di fantascienza, libri di fantasy, horror, libri umoristici e libri a fumetti. Le persone tra i 25 e i 59 anni leggono in media più romanzi e racconti di autori stranieri, gialli e/o noir, libri di scienze sociali, umane, ecc, guide turistiche e tutte le tipologie di libri pratici come quelli per gli hobby e il tempo libero, libri sulla salute, libri per la casa e i manuali pratici. Infine le persone di 60 anni e più leggono più della media romanzi e racconti di autori italiani, libri di religione, libri d’arte e libri per la casa.”

 

Segue…

 

lunedì 18 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 20

L’indagine Istat “I cittadini e il tempo libero” (maggio 2006) fa comprendere come l’ambiente familiare possa influire sulla propensione alla lettura dei giovani.

 

“Nel 2006 l’84,1% delle famiglie dichiara di possedere libri in casa: il 62,6% delle famiglie possiede in casa al massimo 100 libri (il 32,5% fino a 25 libri, il 30,1% da 26 a 100 libri), meno di un quarto dichiara di possederne più di 100 (21,5%), mentre il 12,3% dichiara di non possederne (pari a 2milioni e 800mila famiglie).”

 

“Il fatto di vivere con genitori che leggono libri, in particolare quando sono ambedue i genitori a leggere, ha una forte influenza sui piccoli e sui giovani lettori. Tra i ragazzi di 11-14 anni, ad esempio, legge l’83% di chi ha entrambi i genitori che leggono e solo il 40,5% di quelli con genitori che non leggono.”

 

“Qualora ci si trovi in situazioni in cui solamente uno dei due genitori legge libri, risulta più importante il ruolo che può avere una madre che legge rispetto ad un padre che legge: questo è vero soprattutto nella fascia di età che va dai 6 ai 10 anni dove legge il 56,2% dei figli che hanno la madre lettrice rispetto al 36,8% dei figli con padre lettore.

Sempre tra i più piccoli, inoltre, risulta enorme la distanza tra chi ha ambedue i genitori che leggono e chi invece ha tutti e due i genitori che non leggono. Si va in questo caso dal 67,9% di lettori di 6-10 anni che hanno tutti e due i genitori che leggono al 27,7% di bambini lettori i cui genitori non leggono libri. Tale distanza, inoltre, rimane significativa anche al crescere dell’età dei figli.

 

Un altro elemento che può influenzare le abitudini di lettura dei ragazzi e che è strettamente collegato al titolo di studio e al comportamento di lettura dei genitori è il numero di libri presenti in casa (in altri termini il crescere in mezzo ai libri). Da questo punto di vista i dati evidenziano una crescita della quota di bambini e ragazzi lettori in quelle famiglie dove sono più numerosi i libri presenti in casa. Si va, ad esempio, dal 23,6% di lettori tra i ragazzi di 20-24 anni che non hanno nessun libro in casa all’81,1% di chi vive e cresce in un casa con più di 200 libri.”

 

Vanno tutti i miei complimenti a quel 23,6% di ventenni che vivono in case senza libri e riescono a leggere lo stesso.

 

Segue…

venerdì 15 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 19

Secondo l’indagine Istat “I cittadini e il tempo libero” svolta a maggio 2006, venti milioni e 300mila persone (il 37% della popolazione di 6 anni e più), non hanno letto neanche un

libro nei 12 mesi precedenti l’intervista.

 

“I non lettori sono soprattutto uomini (il 41,6% rispetto al 32,7% delle donne) e adulti (oltre il 36% nella popolazione di 55 anni e più, con un picco del 69,7% tra gli anziani di 75 anni e più); prevalgono tra le persone con basso titolo di studio (il 57,4% delle persone che possiedono la licenza elementare o nessun titolo non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista), tra i ritirati dal lavoro (53,8%), le casalinghe (43,2%), gli operai (44,1%) e i lavoratori in proprio (40,7%).

 

La noia della lettura è la motivazione principale (29,8%); seguono la mancanza di tempo libero (25,2%), il preferire altri svaghi (19,6%), i problemi di vista, i motivi di salute, l’età anziana (14,5%), il preferire altre forme di comunicazione (11,6%), la troppa stanchezza dopo aver lavorato, studiato o svolto le faccende di casa (10,1%).

 

Vengono scarsamente indicate motivazioni quali il costo eccessivo dei libri (5,5%), la complessità del linguaggio contenuto nei testi (4,2%), il non avere un posto tranquillo dove mettersi a leggere (0,7%) o l’assenza di librerie ed edicole vicino casa (0,8%) o di biblioteche (0,7%).

 

E’ interessante, inoltre, notare che l’8,3% dei non lettori (pari a 1 milione e 700mila persone) dichiara come motivazione di “non lettura” il non saper leggere o il leggere male; in particolare, questa motivazione raggiunge il massimo tra i bambini da 6 a 10 anni (16,8%) e tra gli anziani di 65 anni e più (12,4% tra 65-74 anni e 16,1% dopo i 75 anni).”

 

“Un’alta concentrazione di persone tra i 25-54 anni (quelle più coinvolte nel mondo del lavoro) ha dichiarato di non avere tempo libero per leggere (con valori che superano il 40%), mentre i motivi legati alla salute e alla vista riguardano chiaramente l’età anziana (48,7% tra gli ultra settantacinquenni).

La stanchezza dopo lo studio e il lavoro sono invece prerogativa dei giovani di 11-24 anni (circa il 12%) e degli adulti di 25-54 anni (oltre il 14%).

Sono soprattutto i laureati e le persone con il diploma superiore a dichiarare di non leggere per mancanza di tempo libero (rispettivamente il 49,3% e il 42,9%) e perché troppo stanchi dopo aver lavorato, studiato o svolto le faccende domestiche (circa 15%). Le persone con la licenza elementare o nessun titolo segnalano più della media il non saper leggere o leggere male (15,2%) o il modo difficile in cui sono scritti i libri (5,9%). I diplomati e le persone con la licenza media, infine, dichiarano più degli altri di preferire altri svaghi (rispettivamente 24,3% e 23,6%) e altre forme di comunicazione (circa 13%).

 

Gli studenti che non leggono indicano come primo motivo la preferenza per altri svaghi (35%), seguito dalla mancanza di tempo e dal disinteresse (entrambi oltre il 29%), mentre per gli occupati il motivo fondamentale è la mancanza di tempo (48,8%) .”

 

Segue…

 

mercoledì 13 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 17

Leggendo la Nota metodologica relativa all’indagine dell’Istat sulla produzione libraria, ho visto che l’elenco degli editori italiani da cui l’ente attinge è aggiornato in modo continuativo sulla base delle informazioni fornite dalla Editrice bibliografica, la casa editrice milanese che, mensilmente, pubblica le recentissime pubblicazioni sul Giornale della libreria - rivista ufficiale dell’Associazione italiana editori.

 

A quel punto non mi sono potuto esimere dall’andare sul sito della EDITRICE BIBLIOGRAFICA di Milano  e ho visto che quella casa ha in catalogo una serie di libri sui mestieri connessi ai libri (editori, distributori, redattori, scrittori, librai) che paiono molto interessanti.

 

Tra l’altro sulla pagina di catalogo sopra indicata si trova un interessante link


riferito al libro Internet nel lavoro editoriale di Gina Maneri e Hellmut Riediger dove gli autori mettono a disposizione ampi estratti del libro e la sitografia completa direttamente utilizzabile. Il libro (e il sito) in questione vengono così presentati “Internet rappresenta una risorsa formidabile per chiunque faccia della lingua o delle lingue il proprio strumento di lavoro. Il volume si rivolge a redattori, traduttori, linguisti, lessicografi, bibliotecari, studiosi, insegnanti, studenti e a tutti coloro che avvertono l'esigenza di raggiungere maggiore sicurezza nel reperimento di dati e informazioni in rete. Propone una panoramica di risorse e strumenti terminologici, lessicografici e linguistici, illustrandone le caratteristiche e i modi per accedervi, una guida agli strumenti e alle tecniche di ricerca per la soluzione di problemi specifici di varia natura oltre a un'ampia selezione di esempi di ricerca, una sitografia con le principali pagine web citate, un glossario e una ricca bibliografia.”


I link raggruppati e messi a disposizione (credo che questo sia il significato dei termini “sitografia” e “sitoteca” utilizzati dagli autori) sono davvero tanti.

 

Segue…

 

martedì 12 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 16

“Il 42,7 per cento delle statistiche sono fatte a caso.”


Steven Wright

 

 

Oltre all’indagine annuale sulla produzione libraria l’Istat mette a disposizione on line una banca dati tematica sull’editoria all’indirizzo http://culturaincifre.istat.it.

 

Attualmente sono in linea i dati del 2004.

 

Mediante il sistema di interrogazione automatica dei dati (data warehouse) disponibile sul sito, ognuno può estrarre dalla banca dati delle tavole statistiche personalizzate sulla produzione libraria con il livello di dettaglio rispondente alle proprie specifiche esigenze.

 

Le combinazioni di variabili sono quasi infinite (potete, ad esempio, vedere le tirature medie dei libri pubblicati dai piccoli editori suddivise per fasce di prezzo; naturalmente si tratta sempre di dati aggregati). L’utilizzo del sistema di interrogazione non è però del tutto immediato e occorre dedicarci un po’ di tempo prima di prenderci la mano.

 

In bocca al lupo, a chi vuole cimentarsi.


Ai seguenti indirizzi poi potete trovare le Statistiche culturali del periodo 2003-2004



e i dati sulla produzione libraria 2005 commentati nei precedenti post


 

Segue…

lunedì 11 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 15

L’ultima indicazione che vorrei trarre dalla indagine statistica Istat sulla produzione libraria è quella sulla distinzione degli autori per sesso.

 

Mentre nel campo della lettura le donne battono di gran lunga gli uomini, gli autori pubblicati in Italia sono per la maggior parte maschi.

Gli autori maschi rappresentano infatti ben il 72% del totale, con le donne che rimangono sotto al 30%. 

Superano questa barriera, arrivando al 31%, se si tiene conto solo delle Prime edizioni. Infatti il dato globale risente del notevole peso maschile nelle Ristampe, che arriva al 78%.

 

Quindi, come in tanti altri campi, la posizione delle donne sta migliorando, anche se il predominio maschile resta netto.

 

Viene da chiedersi come mai le donne, che rappresentano la maggioranza dei lettori, preferiscano acquistare libri scritti da maschi.

Forse sono attirate da modi diversi di ragionare, o, forse, gli editori pubblicano più facilmente uomini (anche se penso che agli editori importi solo vendere, e se le donne vendessero, le pubblicherebbero copiosamente).

O, ancora, magari sono i lettori maschi che non acquistano nessun libro scritto da donne, decretando così il successo degli autori uomini.

 

Riflettendo su quest’ultima considerazione, mi sono alzato e ho dato una scorsa veloce agli scaffali della mia libreria. In effetti, riscontro che le presenze femminili sono molto rare (Yorcenar e pochissimo altro). Non me n’ero mai reso conto.

Cercando di capire se il problema è solo mio e del lettore medio, per vedere come la pensa il mondo stesso delle lettere vado a reperire la lista dei Nobel per la letteratura femminili.

 

Il premio si assegna dal 1901 (qualche anno non è stato assegnato) e le donne sono state sinora solo 10 (circa il 10 % dei premiati).

1909 la svedese Selma Lagerlöf

1926 l'italiana Grazia Deledda

1928 la norvegese Sigrid Undset

1938 l'americana Pearl S. Buck

1945 la cilena Gabriela Mistral

1966 la tedesca Nelly Sachs

1991 la sudafricana Nadine Gordimer

1993 l'americana Toni Morrison

1996 la polacca Wislawa Szymborska

2004 l'austriaca Elfriede Jelinek

 

Mi pare che anche a livello “alto”, se così si vogliono considerare le decisioni della giuria del Nobel, le scrittrici abbiano risultati numericamente scarsi.

 

Tornando ai numeri dell’Istat, la prevalenza di autori maschi è netta nelle opere di Varia per adulti (74%) e nelle opere per Ragazzi (70%). Solo nella Scolastica la situazione di riequilibra (51%) con le donne che riescono a superare gli uomini se si considerano solo le Prime edizioni della Scolastica (dove le donne firmano il 51% delle opere).

 

Constatando che le donne pubblicano facilmente solo se fanno le "maestre", saluto le mie amiche scrittrici ed auguro loro in bocca al lupo.

Sono inoltre certo che saprete indicarmi un elenco di libri scritti da donne che non possano non essere letti. Potrò così riequilibrare un minimo la mia libreria.

 

I dati dell'Istat sull'editoria offrono ancora tanti spunti interessanti. Io preferisco, a questo punto, passare a parlare dei lettori, ma per chi sia interessato nel prossimo post commenterò il sito dove esiste il modo per avere risposta a (quasi) ogni domanda sulla produzione libraria.

 

(Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

Segue…

venerdì 8 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 14

Forse può sembrare una operazione un po’ prosaica, come l’indicazione del prezzo all’etto nelle confezioni del supermercato, ma l’Istat non ha un cuore romantico, né particolare rispetto per la sacra arte della scrittura, e quindi è andata a calcolare quanto costano i libri a pagina.

 

Nel 2005, i libri mediamente sono costati 11 centesimi a pagina.

 

La Varia adulti presenta il medesimo risultato di 11 centesimi. La scolastica costa meno: 5,3 centesimi a pagina, mentre i libri per ragazzi, ovviamente, costano ben di più: 21,1 centesimi a pagina.

Ovviamente perché hanno le illustrazioni.

E ovviamente, perché tutte le cose che gli adulti comprano per i figli hanno prezzi sempre elevati, tanto i venditori sanno bene che l’istinto materno e paterno spingono con forza e travolgono spesso le considerazioni puramente economiche sul valore effettivo dei beni che compriamo ai figli.

 

Lasciando da parte queste riflessioni, si può notare comunque che la palma d’oro per il maggior prezzo a pagina spetta ai libri di “commercio, comunicazione e trasporti” per ragazzi, con 78,4 centesimi a pagina. Ho presente: devono essere quelli con gli animaletti che vanno sui treni, col coniglio capostazione; alcuni hanno pagine di mezzo metro quadro, ci può stare.

 

Passando alla Varia adulti, il prezzo a pagina più alto è quello dei libri di “Tecnologia, industria, arti e mestieri” pari a 66,3 centesimi a pagina.

 

I libri di avventura e gialli li tirano dietro, a 3,6 centesimi a pagina. Questo prezzo è certo influenzato dalle ristampe in edizione economica e dalla ponderosità di molte opere di autori stranieri.

 

Gli altri romanzi costano 6,1 centesimi a pagina, i libri di poesia 11 centesimi a pagina.

 

Ci si può interrogare se i 6,1 centesimi a pagina dei romanzi siano un prezzo caro o no; se leggere costi tanto o sia un divertimento economico.

 

A questa domanda potrei rispondere affermando, come la nota pubblicità, che certe cose non hanno prezzo.

Ma allo stesso modo mi potrebbe rispondere un appassionato di calcio, interpellato sui costi delle partite.

Dunque, provo a vederla in un modo più volgare, vilmente economico, un po’ come farebbe l’Istat.

 

Voi quante pagine leggete in un’ora?

 

È una cosa molto soggettiva.

 

Supponiamo leggiate, in media, sessanta pagine l’ora: in tal caso la lettura è un divertimento che vi costa 3 euro e mezzo l’ora. Meno, circa due euro, se leggete un giallo.

 

Costa di più andare al cinema. Costa immensamente di più andare allo stadio.

 

L’unico problema della lettura è che poi, mentre i soldi spesi per il cinema o la partita te li scordi, i libri ti restano in casa e se a un certo punto ti metti a scrutare la tua libreria dal punto di vista economico ti rendi conto che magari hai in casa qualche migliaio di euro di libri.

 

Soldi spesi bene, comunque.

E poi fanno arredamento.

 

 

 (Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

 

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giovedì 7 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 13

Vediamo un po’ a che prezzo vengono venduti i libri.

 

Anzi, prima vediamo come si ripartiscono le pubblicazioni e le tirature in relazione alle fasce di prezzo.

 

Approfitto dell’occasione per segnalare che la tiratura complessiva dell’editoria italiana dell’anno 2005 è stata di 261 milioni di opere circa.

Sinceramente non so, tradotto in alberi, quanto faccia.

Tradotto in euro, invece, il valore di copertina di questa produzione è stato di 4.424 milioni. Ovvero, circa 8.500 miliardi delle vecchie lire.

 

La tavola relativa alla ripartizione per classi di prezzo del 2005 è la seguente.

 





































































CLASSI DI PREZZO


opere pubblicate


tiratura totale (in migliaia)


Tiratura media per opera


% di opere pubblicate


% della tiratura


Fino a 2,55 euro


         1.870


           22.199


          11.871


1,8


4,8


Da 2,56 a 7,75


         8.355


           56.491


          6.762


16,0


26,1


Da 7,76 a 15,50


       23.538


          82.547


           3.513


39,8


33,2


Da 15,51 a 25,80


       14.287


          53.704


          3.762


23,3


17,8


Oltre 25,80 


         9.475


          33.663


          3.553


15,8


12,1


Opere gratuite o fuori commercio


         2.218


           12.449


           5.613


3,2


5,9


Totale


59.743


261.054


4.373


100,0


100,0


 

 

Circa il 40% delle opere pubblicate rientra nella fascia di prezzo da 7,76 euro a 15,50 euro, con una tiratura media di 3.500 copie circa. Dato che questa fascia ha una grande ampiezza e comprende libri molto diversi tra loro, mescolando quelli da 8 euro con quelli da 15, è interessante sapere quante opere di questa fascia hanno prezzo inferiore a dieci euro e quante superiore. Da altri dati forniti dall’Istat risulta che approssimativamente circa la metà dei libri indicati in quella fascia di prezzo si situa entro i 10 euro, mentre l’altra metà supera questa barriera.

 

Nel 2005 il prezzo medio di un’opera è stato di 18,64 euro.

Naturalmente questo è un prezzo medio grossolano, che risente, ad esempio dei prezzi medi dei volumi delle enciclopedie (circa 50 euro) e dei dizionari (circa 20) e, in generale degli alti prezzi di tutti i libri specialistici.

 

Se si passa ai “testi letterari moderni” della “varia adulti”, il prezzo risulta ben più basso: 10,93.

I gialli viaggiano sotto i dieci euro, mentre poesie e altri romanzi si attestano mediamente sugli 11 euro.

 

Ma dire quanto costa un bene senza specificare la quantità di questo bene che ti viene venduta per quel prezzo non ha molto senso. Dobbiamo quindi andare a contare le pagine.

 

 

 (Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

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mercoledì 6 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 12

Dicevamo, quindi, che nel complesso la tiratura media delle opere pubblicate nel 2005 è stata di 4.373 copie.

Ovviamente, le tirature medie dei piccoli e medi editori sono inferiori a quelle dei grandi editori. La tiratura media di questi ultimi è di 5.116 copie, quella dei medi è di 2.047 copie, mentre i piccoli hanno una tiratura leggermente superiore ai medi, ovvero di 2.211 copie.

 

Ma in questo dato ci vanno a finire troppe componenti.

Passerei ad esaminare nel dettaglio i libri definiti “letterari moderni”, che comprendono poesia, teatro, gialli, avventura e altri romanzi. Questo settore ha risultati migliori di altri, anche se è penalizzato, dispiace dirlo, dalla zavorra della Poesia.

 

Le tirature medie del 2005 sono state le seguenti.

 








































TIRATURA MEDIA PER OPERA – 2005  


scolastica


Per ragazzi


Varia adulti


TOTALE


 - poesia e teatro


1.347


1.102


899


917


 - libri di avventura e gialli


1.400


8.690


12.618


11.198


 - altri romanzi e racconti


3.208


6.339


7.706


7.192


Testi letterari moderni


3.005


7.063


7.205


6.961


 

 

Può essere interessante esaminare le tirature medie dei “letterari moderni”, anche suddivise per tipo di editore. Esse, secondo una mia rielaborazione dei dati Istat, sono le seguenti:

 

 











































 

TIRATURA MEDIA PER OPERA – 2005  (comprende anche scolastici e per ragazzi)

 

 


 


Piccoli editori  


Medi editori 


Grandi editori 


TOTALE 


 - poesia e teatro


                               639


                               688


                              1.118


                                917


 - libri di avventura e gialli


                             1.132


                             1.797


                           11.984


                            11.198


 - altri romanzi e racconti


                             1.360


                             1.543


                             8.313


                             7.192


Testi letterari moderni


                               1.094


                               1.281


                               8.310


                              6.961


 

 

Come si può osservare, il giallo (in senso lato) è in questo momento, e da vari anni, il settore che vende di più.  

La poesia, anche se proposta da grandi editori, non riesce a conquistare il pubblico.

 

Tenuto conto del fatto che i dati comprendono anche i libri di autori stranieri e che stiamo parlando di tirature e non di vendite effettive, i numeri dell’Istat confermano che pensare di arricchirsi con i diritti d’autore sia un pensiero che è bene abbandonare.

 

 

 (Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

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