martedì 12 febbraio 2008
Le dieci regole per scrivere un buon giallo di Carlo Lucarelli
venerdì 14 dicembre 2007
Carver e il suo editor, Lish
Su suggerimento di Andrea Razzaboni, sono andato a leggermi L'uomo che riscriveva Carver, un interessante articolo di Baricco (Repubblica 27/4/1999) che parla del lavoro fondamentale dell'editor di Carver, Gordon Lish.
Baricco racconta di aver letto un articolo del New York Times firmato D.T. Max, in cui l’autore raccontava di essere andato in una biblioteca di Bloomington, nell' Indiana, dove sono raccolte le carte di Lish per verificare se fosse vera la leggenda che attribuiva a questo editor la riscrittura radicale dei racconti di Carver.
Max è andato a verificare i dattiloscritti originali di Carver con le correzioni di Lish e ha constatato che, ad esempio, in Cosa parliamo quando parliamo d’amore l’editor ha ha tolto quasi il 50 per cento del testo originale e ha cambiato il finale a dieci racconti su tredici.
A questo punto anche Baricco è andato nella biblioteca di Bloomington a verificare di persona e si è messo ad esaminare la versione originale del racconto Di' alle donne che usciamo confrontandola con quella poi pubblicata.
L’articolo è davvero interessante e l’analisi del testo nelle due versioni è illuminante.
Segnalo inoltre un lucido resoconto di Paolo Capotti di una “lezione” di Baricco in cui è stata ricordata la vicenda di Carver e Lish, con alcune ulteriori considerazioni di Baricco sulla questione.
Alessandro Baricco si può amare od odiare ma è incontestabile che sia intelligente e sappia scrivere molto bene. Il suo principale difetto, secondo me, è che è estremamente conscio di queste due cose.
mercoledì 5 dicembre 2007
Grammatica (drammatica) - 2
Parlando del mio precedente post sulla grammatica, Roberto Santini mi ha segnalato un altro aspetto su cui concentrare l'attenzione, oltre alla punteggiatura.
Spesso, egli osserva, vari scrittori fanno un uso praticamente anarchico e talvolta decisamente errato del pronome relativo. Questo problema è poi ancor più diffuso tra i giornalisti. Il "che" balla un po' come pare all'inventiva di chi scrive e ci si trova di fronte a perle tipo: "Mario Rossi, uno dei più grandi scienziati del nostro tempo, scopritore della molecola K e della sua componente alfa, CHE scrive interessanti articoli divulgativi".
E' vero. Questo tipo di problema è particolarmente fastidioso perchè, oltre ad urtare la sensibilità del grammatico, ha anche una conseguenza importante sulla piacevolezza della lettura. Se, infatti, il lettore, a un certo punto, inizia a non capire più chi è il soggetto della frase e deve fermarsi a fare mente locale, si ha un inciampo nella lettura che può determinare la rottura della "sospensione dell'incredulità" o, comunque, della sintonia con l'autore.
Una delle regole principali per chi scrive è quella di non essere ambiguo o poco chiaro. Si deve sempre sapere chi stia agendo o chi (nei dialoghi) stia parlando.
Nel caso la frase si stia incartando in un groviglio di subordinate difficile da governare, lo scrittore non ha comunque scuse, dato che dispone di un comodo freno a mano.
E' il punto.
Come dice King: se una frase lunga non funziona, provare con due frasi brevi.
Detto ciò per amor di teoria, non escludo di aver mai peccato anch'io nell'uso della punteggiatura o delle frasi ambigue. Ci mancherebbe altro!
Sempre sulla grammatica, segnalo inoltre una completa ed interessante analisi dell'uso della virgola (detta così sembrerebbe una cosa da iniziati, ma in realtà si legge con molto piacere) fatta da Carlo Menzinger.
venerdì 30 novembre 2007
Grammatica (drammatica)
Io e Carlo Menzinger ogni tanto, in fase di revisione di quanto scritto in comune, ci scambiamo dotte (?) disquisizioni sulla grammatica italiana.
Pubblico un estratto di queste conversazioni on line, con alcune mie osservazioni sulla punteggiatura nei dialoghi.
Per chi volesse approfondire la conoscenza della sconcertante inesistenza di regole codificate per la grammatica italiana
consiglio
Prontuario sulla punteggiatura Interessante analisi della punteggiatura. Mi serviva a chiarirmi alcuni dubbi sulle regole della grammatica italiana. Mi ha confermato che le regole della grammatica italiana sono abbastanza evanescenti e ognuno fa come gli pare.
e, semplicemente, segnalo
Fare il punto di Autori vari della Scuola Holden di Baricco. Un opuscolo con note sulla punteggiatura allegato alla serie di fascicoli “Scrivere” della De Agostini. È un libretto che tratta la punteggiatura da un punto di vista “filosofico” più che tecnico. Tutto molto gigioneggiante e di poca utilità pratica.
Scuola Holden
lunedì 8 ottobre 2007
L’occasionissima del lunedì
martedì 18 settembre 2007
Cose da tenere di conto: le venti regole di Van Dine
b) il trucco della seduta spiritica contraffatta che atterrisca il colpevole e lo induce a tradirsi;
c) impronte digitali falsificate;
d) alibi creato grazie a un fantoccio;
e) cane che non abbaia e quindi rivela il fatto che il colpevole è uno della famiglia;
f) il colpevole è un gemello, oppure un parente sosia di una persona sospetta, ma innocente;
g) siringhe ipodermiche e bevande soporifere;
h) delitto commesso in una stanza chiusa, dopo che la polizia vi ha già fatto il suo ingresso;
i) associazioni di parole che rivelano la colpa;
l) alfabeti convenzionali che il poliziotto decifra.
giovedì 13 settembre 2007
Cose da tenere di conto quando si scrive
giovedì 10 maggio 2007
Kurt Vonnegut - 2
2. Give the reader at least one character he or she can root for.
3. Every character should want something, even if it is only a glass of water.
4. Every sentence must do one of two things -- reveal character or advance the action.
5. Start as close to the end as possible.
6. Be a sadist. Now matter how sweet and innocent your leading characters, make awful things happen to them -- in order that the reader may see what they are made of.
7. Write to please just one person. If you open a window and make love to the world, so to speak, your story will get pneumonia.
8. Give your readers as much information as possible as soon as possible. To heck with suspense. Readers should have such complete understanding of what is going on, where and why, that they could finish the story themselves, should cockroaches eat the last few pages.
-- Kurt Vonnegut, Bagombo Snuff Box: Uncollected Short Fiction (New York: G.P. Putnam's Sons 1999).