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venerdì 17 luglio 2009

Il Catalogo Fortsas - bibliofilia

Segnalo questo articolo sul catalogo Fortsas, uno dei più eclatanti esempi di burla bibliofila.



"Una burla storica che ha coinvolto fior di bibliofili e librai: un elenco sorprendente di titoli improbabili, provenienti dalla collezione privata di un ancor più improbabile Conte di Fortsas, che ha scosso la comunità libraria europea di metà Ottocento.


* * *

Merita una menzione, in questa rubrica, il “Catalogo dei libri del conte di Fortsas”, che non è propriamente uno pseudobiblion, bensì una lista di pseudobiblia (alla maniera di Rabelais) inventata per scherzo e spedita, con fare burlesco, ai principali bibliografi, bibliofili e librai di Francia e Belgio. Un gioco, sì, che però ebbe esiti inaspettati: la lista venne ritenuta veritiera e una preziosa fonte per conoscere titoli fino ad allora sconosciuti!...segue...."



L'articolo è stato pubblicato su Thrillermagazine nella rubrica Pseudobiblia da Lucius Etruscus (ma mi sa che anche questo nome non è poi troppo vero).

domenica 17 maggio 2009

Museo Bodoniano a Parma

Questa settimana ho discusso un ricorso a Parma. Quando sono uscito dalla Commissione Tributaria Regionale avevo circa un'ora e mezza di tempo prima della partenza del mio treno e ho deciso di togliermi una voglia che mi era rimasta quando avevo visitato all'inizio di maggio questa dolcissima città.


Mi sono quindi recato al Museo Bodoniano che si trova nel Palazzo della Pilotta presso la Biblioteca Palatina.


Di norma il museo Bodoniano è visitabile previa prenotazione ma ho spiegato agli addetti la mia situazione di "professionista in transito" e mi è stato gentilmente concesso di accedere all'esposizione.


Giovanni Battista Bodoni è stato un famosissimo tipografo e stampatore, nato nel 1740 a Saluzzo e morto a Parma nel 1813. Divenne direttore della Tipografia Reale di Parma e anche editore in proprio.


Creò caratteri tipografici elegantissimi e splendidi che portano il suo nome e che sono stati un punto di riferimento per la tipografia moderna.


Il tesoro del museo bodoniano contiene:


- un migliaio di edizioni bodoniane, alcune uniche e rarissime (in seta e pergamena), che costituiscono una delle più ricche collezioni al mondo;

- il carteggio costituito da circa 12.000 lettere;

- documenti, miscellanee di prove e di saggi tipografici, specimen delle più note fonderie straniere e italiane, fogli volanti in carta e pergamena;

Museo Bodoni- lo straordinario corredo di punzoni, matrici ed attrezzi della stamperia Bodoni (forme per la fusione dei caratteri, lime, pialle, cucchiaini, etc..) per un totale di circa 80.000 pezzi;

- quattro armadi originali neoclassici, all’interno dei quali Bodoni custodiva le cassette dei punzoni e le serie di matrici;

- un torchio tipografico, fedele ricostruzione di quello usato dal tipografo saluzzese.

 





Nel museo, naturalmente, è esposta solo una piccola parte delle collezioni, ma consiglio a tutti quelli che passano a Parma di fare questa breve e affascinante visita.



I link con tutte le info sul Museo Bodoniano sono questo e questo.

martedì 21 aprile 2009

Madame Bovary: il manoscritto su internet

Il manoscritto originale della Madame Bovary, con tutte le correzioni, i tagli e le annotazioni di Flaubert, è stato messo on line dalla Biblioteca Municipale di Rouen.


La scannerizzazione delle pagine del manoscritto è affiancata dalla trascrizione del testo, in modo da permettere una agevole lettura (a chi mastica un po' di francese, naturalmente).


Questa iniziativa permette di vedere come Faubert abbia operato in sede di revisione durante la redazione di quello che viene considerato il primo romanzo moderno, che durò sei anni.


Ulteriori approfondimenti su questa notizia le trovate qui.


Il sito in cui  è presente la scannerizzazione del manoscritto (con possibilità anche di visualizzare contemporaneamente la trascrizione) è www.bovary.fr


Aggiungo soltanto che sulle ragioni profonde che fanno di Madame Bovary un romanzo fondamentale, ho scritto a suo tempo questa pagina di commento che ha riscosso un discreto successo tanto da divenire la pagina più visitata del mio sito (se si esclude la home page).


domenica 5 aprile 2009

Il Codex Seraphinianus

Il Codex Seraphinianus è un libro che esiste, che ha un codice ISBN, che è acquistabile scontato su internet, ma che nessuno di voi riuscirà mai a leggere.


 

 

Il codice è stato originariamente pubblicato nel 1981 da Franco Maria Ricci, in trentamila copie subito esaurite, e nel 2006 è stato ripubblicato da Rizzoli.

 

Costa circa 85 euro ma anche se li pagate non riuscirete a leggerlo perché l’autore, Luigi Serafini  l’ha scritto adottando una calligrafia e una lingua totalmente inventata. Il libro è illustrato con numerose tavole surreali e fantastiche realizzate dallo stesso Serafini.

 



 



 

 

Il Codice, suprema espressione di libro oggetto fine a se stesso, è stato oggetto di commenti di numerosissimi autori, primo tra tutti Calvino. Alcune sue immagini sono ben note, come quella che figura sulla copertina di Terra, di Stefano Benni.

 


 

Notizie sul Codice le potete trovare ai seguenti indirizzi:

 


 


 

Tante bellissime immagini le potete trovare a questo indirizzo.

 

 

 

mercoledì 1 aprile 2009

Il manoscritto Voynich

Il manoscritto Voynich è considerato il libro più misterioso del mondo.



Ne esiste una sola copia, rinvenuta nel 1912 dall'antiquario russo Voynich, dopo circa tre secoli che se ne erano perse le tracce.


Il manoscritto non ha titolo, non se ne conosce l’autore ed è scritto in una lingua ignota che nessuno, nemmeno utilizzando i più moderni sistemi di crittografia, è mai riuscito a decifrare.




Il testo è troppo complesso e articolato per poter essere stato scritto indicando delle lettere a caso.


Sono state formulate le più svariate ipotesi. Riporto da Wikipedia:


"Nel 1978 il filologo dilettante John Stojko credette di aver riconosciuto la lingua, e affermò che si trattasse di ucraino, con le vocali rimosse. La traduzione però pur avendo in alcuni passi un apparente senso (Il Vuoto è ciò per cui combatte l'Occhio del Piccolo Dio) non corrispondeva ai disegni.

Nel 1987 il fisico Leo Levitov attribuì il testo a degli eretici Catari, pensando di aver interpretato il testo come un misto di diverse lingue medievali centroeuropee. Il testo tuttavia non corrispondeva con la cultura catara, e la traduzione aveva poco senso.

Lo studio più significativo in materia resta ad oggi quello compiuto nel 1976 da William Bennett, che ha applicato la casistica alle lettere ed alle parole del testo, mettendone in luce non solo la ripetitività, ma anche la semplicità lessicale e la bassissima entropia: il linguaggio del Voynich, in definitiva, non solo si avvarrebbe di un vocabolario limitato, ma anche di una basilarità linguistica riscontrabile, tra le lingue moderne, solo nell'hawaiano. Il fatto che le medesime "sillabe", e perfino intere parole, vengano ripetute con una frequenza tale da rasentare il beffardo, è attinente più ad una concezione inconsciamente accomodante, che non volutamente criptica.

L'alfabeto che viene usato, oltre a non essere stato ancora decifrato, è unico. Sono però state riconosciute 19-28 probabili lettere, che non hanno nessun legame con gli alfabeti attualmente conosciuti. Si sospetta inoltre che siano stati usati due alfabeti complementari ma non uguali, e che il manoscritto sia stato redatto da più persone. Imprescindibile quanto significativa in tal senso è poi l'assoluta mancanza di errori ortografici, cancellature o esitazioni, elementi costanti invece in qualunque altro manoscritto.

In alcuni passi ci sono delle parole ripetute anche 4 o più volte consecutivamente." 


Infine, c'è chi ha attribuito la redazione del manoscritto all'astrologo mago e falsario inglese Edward Kelley aiutato dal brillante filosofo John Dee, al fine di vendere il libro a Rodolfo II spacciandolo per testo esoterico. 


La storia completa del manoscritto e molte altre interessanti notizie sullo stesso le potete leggere su wikipedia o in questo sito.


Qui, invece, potete trovare la scansione di tutte le pagine del libro.


Magari riuscite a decifrarlo.