venerdì 21 dicembre 2007

Il post di Natale

Come mio post di Natale, vorrei segnalare un post sui cyber rapporti (un modo di definire i rapporti che si creano tra bloggers) di Sedge.


Condivido in pieno le sue sensazioni sui cyber rapporti.

Spesso mi capita di scrivere un post e di immaginarmi come reagiranno ad esso i singoli blogger che so venirmi a leggere ogni giorno. Qualche volta posto qualcosa che sono sicuro interesserà (e spero piacerà) specificamente a taluni di loro, talvolta scrivo cose più indirizzate ad altri.

Secondo me, più che l'amicizia vera e propria, la caratteristica fondamentale di questi cyber rapporti è la stima reciproca.

Le persone ti dedicano del tempo perchè ti apprezzano e tu dedichi parte del tuo tempo a loro per lo stesso motivo.

Ringrazio quindi i bloggers e i non bloggers che passano di qui e auguro a tutti buone feste.

martedì 18 dicembre 2007

Cartesio non balla

Ho letto Cartesio non balla di Franco Bolelli.


È un saggio in cui l’autore sostiene che la cultura pop è superiore a quella classica in quanto in questo momento è maggiormente capace di cogliere l’energia vitale che passa nel mondo.


A differenza di Baricco che ne I Barbari illustra con grande capacità di analisi l’esistenza di una nuova cultura alternativa a quella tradizionale e cerca di comprenderne la struttura e l’essenza, il libro di Bolelli su questa “nuova cultura” è molto “enunciativo”, ovvero si limita a rivendicare una superiorità della cultura pop richiamando alcune enunciazioni di Nietzsche ed identificando le più alte espressioni di questa cultura pop nei Red Hot Chili Peppers, in Jimi Hendrix, in Michael Jordan (e fin qui ci posso stare) ma anche in suo figlio (di Bolelli, proprio, non di Jordan) e in Lorenzo (Jovanotti).


Il libro mi pare, comunque, una interessante testimonianza dell’esistenza di una nuova forma di affrontare il mondo (che poi si voglia definirla cultura o meno non è molto importante) con la quale occorre confrontarsi e che occorre cercare di comprendere.


Non foss’altro che per il fatto che sta vincendo lei e tra pochi decenni non esiterà altro che lei.

lunedì 17 dicembre 2007

L'occasionissima del lunedì - Shakira

L’occasionissima del lunedì, ovvero la pagina del mio sito www.calamandrei.it che ogni lunedì consiglio di leggere, questa volta è Don't bother di Shakira: parole eloquenti

 

La pagina inizia così:


Io penso che dalle parole delle canzoni si imparino molte cose sul mondo in cui viviamo.

Forse tra cinquecento anni gli storici che studieranno la nostra epoca trarranno molte informazioni dai testi delle canzoni, come, in un certo senso, hanno sinora fatto gli studiosi con la poesia, esaminando, ad esempio, i testi omerici per cercare di capire i greci e studiando le poesie epiche e cortesi per comprendere cosa pensassero i cavalieri.

Le canzoni, in fondo, svolgono adesso per il grande pubblico la funzione che una volta aveva la poesia (la quale, e me ne rincresce per i miei amici poeti, oggigiorno ha perso ogni impatto sulla cultura popolare; anzi, per essere più precisi: sono i poeti contemporanei, come gli autori di musica “classica” contemporanei, a non avere alcun influsso sulla cultura popolare).

Ciò premesso, ho provato ad ascoltare con molta attenzione le parole della canzone “Dont’t bother” (“non ti preoccupare” o “non rompere”) di Shakira… segue

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PS: il senso del post è “le canzoni ci insegnano qualcosa sul mondo, se le sappiamo ascoltare”, non “Shakira ha detto una cosa giusta, o una cosa sbagliata”. L’unico aspetto che ho trovato di interesse, infatti, è che l’abbia detta.

 

venerdì 14 dicembre 2007

Carver e il suo editor, Lish

Su suggerimento di Andrea Razzaboni, sono andato a leggermi L'uomo che riscriveva Carver, un interessante articolo di Baricco (Repubblica 27/4/1999) che parla del lavoro fondamentale dell'editor di Carver, Gordon Lish.

Baricco racconta di aver letto un articolo del New York Times firmato D.T. Max, in cui l’autore raccontava di essere andato in una biblioteca di Bloomington, nell' Indiana, dove sono raccolte le carte di Lish per verificare se fosse vera la leggenda che attribuiva a questo editor la riscrittura radicale dei racconti di Carver.


Max è andato a verificare i dattiloscritti originali di Carver con le correzioni di Lish e ha constatato che, ad esempio, in Cosa parliamo quando parliamo d’amore l’editor ha ha tolto quasi il 50 per cento del testo originale e ha cambiato il finale a dieci racconti su tredici.


A questo punto anche Baricco è andato nella biblioteca di Bloomington a verificare di persona e si è messo ad esaminare la versione originale del racconto Di' alle donne che usciamo confrontandola con quella poi pubblicata.
L’articolo è davvero interessante e l’analisi del testo nelle due versioni è illuminante.

Segnalo inoltre un lucido resoconto di Paolo Capotti di una “lezione” di Baricco in cui è stata ricordata la vicenda di Carver e Lish, con alcune ulteriori considerazioni di Baricco sulla questione.

Alessandro Baricco si può amare od odiare ma è incontestabile che sia intelligente e sappia scrivere molto bene. Il suo principale difetto, secondo me, è che è estremamente conscio di queste due cose.

giovedì 6 dicembre 2007

Grammatica (drammatica) 3 - gli e loro

Visto che mi paiono interessanti, trasporto in un post una serie di commenti sul “LORO” inseriti sotto al mio post del 30/11/07.

Dice Francesca Padula:

Riguardo gli strafalcioni della vita moderna, che sento e vedo scritti soprattutto dai giornalisti (che della lingua italiana e delle sue regole dovrebbero sapere di tutto e di più), una delle cose che non sopporto proprio è l'uso improprio e dilagante del "gli", sia al posto del "loro" che del "le".

Rispondo io:

Penso che sul "gli" occorra accettare l'uso esteso impostogli dalla lingua parlata.

Ormai "loro" è del tutto desueto e nei dialoghi non lo inserisco mai, per non far sembrare innaturale la frase.
Ho delle remore ad usarlo anche nel testo normale; diciamo che, spesso, per evitare il problema, giro in altro modo la frase.

Con "le" siamo ancora al limite. Continuo ad usarlo; senza problemi nel testo, mentre nei dialoghi, solo se chi parla è una persona colta.

Replica Francesca:

Io sul "loro" non mi arrendo, so che sul vocabolario se ne indica l'uso nel plurale ma io non ce la faccio ad usarlo. Se parlando qualche volta scappa, scrivendo, no, mai e poi mai.
A volte uso il "loro" e a volte faccio come te e "giro" la frase.
Sono, però, contenta di verificare che, in questo marasma di ignoranza dilagante dove alle scuole elementari si insegna tutto tranne quello che si dovrebbe e cioè la grammatica e le tabelline, in alcuni programmi per bambini (e io ne vedo tanti avendo due figli piccoli) nei dialoghi usano il "loro": che boccata d'ossigeno!


Voi vi siete arresi al GLI oppure pensate ancora di resistere?


mercoledì 5 dicembre 2007

Grammatica (drammatica) - 2

Parlando del mio precedente post sulla grammatica, Roberto Santini mi ha segnalato un altro aspetto su cui concentrare l'attenzione, oltre alla punteggiatura.


Spesso, egli osserva, vari scrittori fanno un uso praticamente anarchico e talvolta decisamente errato del pronome relativo. Questo problema è poi ancor più diffuso tra i giornalisti. Il "che" balla un po' come pare all'inventiva di chi scrive e ci si trova di fronte a perle tipo: "Mario Rossi, uno dei più grandi scienziati del nostro tempo, scopritore della molecola K e della sua componente alfa, CHE scrive interessanti articoli divulgativi".


E' vero. Questo tipo di problema è particolarmente fastidioso perchè, oltre ad urtare la sensibilità del grammatico, ha anche una conseguenza importante sulla piacevolezza della lettura. Se, infatti, il lettore, a un certo punto, inizia a non capire più chi è il soggetto della frase e deve fermarsi a fare mente locale, si ha un inciampo nella lettura che può determinare la rottura della "sospensione dell'incredulità" o, comunque, della sintonia con l'autore.


Una delle regole principali per chi scrive è quella di non essere ambiguo o poco chiaro. Si deve sempre sapere chi stia agendo o chi (nei dialoghi) stia parlando.


Nel caso la frase si stia incartando in un groviglio di subordinate difficile da governare, lo scrittore non ha comunque scuse, dato che dispone di un comodo freno a mano.


E' il punto.


Come dice King: se una frase lunga non funziona, provare con due frasi brevi.  


Detto ciò per amor di teoria, non escludo di aver mai peccato anch'io nell'uso della punteggiatura o delle frasi ambigue. Ci mancherebbe altro!


Sempre sulla grammatica, segnalo inoltre una completa ed interessante analisi dell'uso della virgola (detta così sembrerebbe una cosa da iniziati, ma in realtà si legge con molto piacere) fatta da Carlo Menzinger.



 

lunedì 3 dicembre 2007

L'occasionissima del lunedì - internet loop

Ogni lunedì consiglio ai gentili ospiti di andare a visitare una  pagina del mio sito www.calamandrei.it .


La pagina che consiglio oggi è proprio la home page che mette in evidenza alcuni dei più recenti, o più importanti, contenuti del mio sito ma che, soprattutto, contiene un link a questo blog (e quindi, per il momento, a questo post).  


Quindi potrete dal presente post essere indirizzati alla mia home page e da lì essere nuovamente indirizzati su questo post; dal quale potrete ritornare alla mia home page e ricapitare nuovamente su questo post.


Il ciclo può essere ripetuto per diverse ore, entrando in un loop potenzialmente infinito, con un notevole effetto rilassante.


Se volete, fatemi sapere l'effetto che vi fa.


PS si vede che oggi per me è stata una giornata pesante, vero?