mercoledì 13 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 17

Leggendo la Nota metodologica relativa all’indagine dell’Istat sulla produzione libraria, ho visto che l’elenco degli editori italiani da cui l’ente attinge è aggiornato in modo continuativo sulla base delle informazioni fornite dalla Editrice bibliografica, la casa editrice milanese che, mensilmente, pubblica le recentissime pubblicazioni sul Giornale della libreria - rivista ufficiale dell’Associazione italiana editori.

 

A quel punto non mi sono potuto esimere dall’andare sul sito della EDITRICE BIBLIOGRAFICA di Milano  e ho visto che quella casa ha in catalogo una serie di libri sui mestieri connessi ai libri (editori, distributori, redattori, scrittori, librai) che paiono molto interessanti.

 

Tra l’altro sulla pagina di catalogo sopra indicata si trova un interessante link


riferito al libro Internet nel lavoro editoriale di Gina Maneri e Hellmut Riediger dove gli autori mettono a disposizione ampi estratti del libro e la sitografia completa direttamente utilizzabile. Il libro (e il sito) in questione vengono così presentati “Internet rappresenta una risorsa formidabile per chiunque faccia della lingua o delle lingue il proprio strumento di lavoro. Il volume si rivolge a redattori, traduttori, linguisti, lessicografi, bibliotecari, studiosi, insegnanti, studenti e a tutti coloro che avvertono l'esigenza di raggiungere maggiore sicurezza nel reperimento di dati e informazioni in rete. Propone una panoramica di risorse e strumenti terminologici, lessicografici e linguistici, illustrandone le caratteristiche e i modi per accedervi, una guida agli strumenti e alle tecniche di ricerca per la soluzione di problemi specifici di varia natura oltre a un'ampia selezione di esempi di ricerca, una sitografia con le principali pagine web citate, un glossario e una ricca bibliografia.”


I link raggruppati e messi a disposizione (credo che questo sia il significato dei termini “sitografia” e “sitoteca” utilizzati dagli autori) sono davvero tanti.

 

Segue…

 

martedì 12 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 16

“Il 42,7 per cento delle statistiche sono fatte a caso.”


Steven Wright

 

 

Oltre all’indagine annuale sulla produzione libraria l’Istat mette a disposizione on line una banca dati tematica sull’editoria all’indirizzo http://culturaincifre.istat.it.

 

Attualmente sono in linea i dati del 2004.

 

Mediante il sistema di interrogazione automatica dei dati (data warehouse) disponibile sul sito, ognuno può estrarre dalla banca dati delle tavole statistiche personalizzate sulla produzione libraria con il livello di dettaglio rispondente alle proprie specifiche esigenze.

 

Le combinazioni di variabili sono quasi infinite (potete, ad esempio, vedere le tirature medie dei libri pubblicati dai piccoli editori suddivise per fasce di prezzo; naturalmente si tratta sempre di dati aggregati). L’utilizzo del sistema di interrogazione non è però del tutto immediato e occorre dedicarci un po’ di tempo prima di prenderci la mano.

 

In bocca al lupo, a chi vuole cimentarsi.


Ai seguenti indirizzi poi potete trovare le Statistiche culturali del periodo 2003-2004



e i dati sulla produzione libraria 2005 commentati nei precedenti post


 

Segue…

lunedì 11 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 15

L’ultima indicazione che vorrei trarre dalla indagine statistica Istat sulla produzione libraria è quella sulla distinzione degli autori per sesso.

 

Mentre nel campo della lettura le donne battono di gran lunga gli uomini, gli autori pubblicati in Italia sono per la maggior parte maschi.

Gli autori maschi rappresentano infatti ben il 72% del totale, con le donne che rimangono sotto al 30%. 

Superano questa barriera, arrivando al 31%, se si tiene conto solo delle Prime edizioni. Infatti il dato globale risente del notevole peso maschile nelle Ristampe, che arriva al 78%.

 

Quindi, come in tanti altri campi, la posizione delle donne sta migliorando, anche se il predominio maschile resta netto.

 

Viene da chiedersi come mai le donne, che rappresentano la maggioranza dei lettori, preferiscano acquistare libri scritti da maschi.

Forse sono attirate da modi diversi di ragionare, o, forse, gli editori pubblicano più facilmente uomini (anche se penso che agli editori importi solo vendere, e se le donne vendessero, le pubblicherebbero copiosamente).

O, ancora, magari sono i lettori maschi che non acquistano nessun libro scritto da donne, decretando così il successo degli autori uomini.

 

Riflettendo su quest’ultima considerazione, mi sono alzato e ho dato una scorsa veloce agli scaffali della mia libreria. In effetti, riscontro che le presenze femminili sono molto rare (Yorcenar e pochissimo altro). Non me n’ero mai reso conto.

Cercando di capire se il problema è solo mio e del lettore medio, per vedere come la pensa il mondo stesso delle lettere vado a reperire la lista dei Nobel per la letteratura femminili.

 

Il premio si assegna dal 1901 (qualche anno non è stato assegnato) e le donne sono state sinora solo 10 (circa il 10 % dei premiati).

1909 la svedese Selma Lagerlöf

1926 l'italiana Grazia Deledda

1928 la norvegese Sigrid Undset

1938 l'americana Pearl S. Buck

1945 la cilena Gabriela Mistral

1966 la tedesca Nelly Sachs

1991 la sudafricana Nadine Gordimer

1993 l'americana Toni Morrison

1996 la polacca Wislawa Szymborska

2004 l'austriaca Elfriede Jelinek

 

Mi pare che anche a livello “alto”, se così si vogliono considerare le decisioni della giuria del Nobel, le scrittrici abbiano risultati numericamente scarsi.

 

Tornando ai numeri dell’Istat, la prevalenza di autori maschi è netta nelle opere di Varia per adulti (74%) e nelle opere per Ragazzi (70%). Solo nella Scolastica la situazione di riequilibra (51%) con le donne che riescono a superare gli uomini se si considerano solo le Prime edizioni della Scolastica (dove le donne firmano il 51% delle opere).

 

Constatando che le donne pubblicano facilmente solo se fanno le "maestre", saluto le mie amiche scrittrici ed auguro loro in bocca al lupo.

Sono inoltre certo che saprete indicarmi un elenco di libri scritti da donne che non possano non essere letti. Potrò così riequilibrare un minimo la mia libreria.

 

I dati dell'Istat sull'editoria offrono ancora tanti spunti interessanti. Io preferisco, a questo punto, passare a parlare dei lettori, ma per chi sia interessato nel prossimo post commenterò il sito dove esiste il modo per avere risposta a (quasi) ogni domanda sulla produzione libraria.

 

(Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

Segue…

venerdì 8 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 14

Forse può sembrare una operazione un po’ prosaica, come l’indicazione del prezzo all’etto nelle confezioni del supermercato, ma l’Istat non ha un cuore romantico, né particolare rispetto per la sacra arte della scrittura, e quindi è andata a calcolare quanto costano i libri a pagina.

 

Nel 2005, i libri mediamente sono costati 11 centesimi a pagina.

 

La Varia adulti presenta il medesimo risultato di 11 centesimi. La scolastica costa meno: 5,3 centesimi a pagina, mentre i libri per ragazzi, ovviamente, costano ben di più: 21,1 centesimi a pagina.

Ovviamente perché hanno le illustrazioni.

E ovviamente, perché tutte le cose che gli adulti comprano per i figli hanno prezzi sempre elevati, tanto i venditori sanno bene che l’istinto materno e paterno spingono con forza e travolgono spesso le considerazioni puramente economiche sul valore effettivo dei beni che compriamo ai figli.

 

Lasciando da parte queste riflessioni, si può notare comunque che la palma d’oro per il maggior prezzo a pagina spetta ai libri di “commercio, comunicazione e trasporti” per ragazzi, con 78,4 centesimi a pagina. Ho presente: devono essere quelli con gli animaletti che vanno sui treni, col coniglio capostazione; alcuni hanno pagine di mezzo metro quadro, ci può stare.

 

Passando alla Varia adulti, il prezzo a pagina più alto è quello dei libri di “Tecnologia, industria, arti e mestieri” pari a 66,3 centesimi a pagina.

 

I libri di avventura e gialli li tirano dietro, a 3,6 centesimi a pagina. Questo prezzo è certo influenzato dalle ristampe in edizione economica e dalla ponderosità di molte opere di autori stranieri.

 

Gli altri romanzi costano 6,1 centesimi a pagina, i libri di poesia 11 centesimi a pagina.

 

Ci si può interrogare se i 6,1 centesimi a pagina dei romanzi siano un prezzo caro o no; se leggere costi tanto o sia un divertimento economico.

 

A questa domanda potrei rispondere affermando, come la nota pubblicità, che certe cose non hanno prezzo.

Ma allo stesso modo mi potrebbe rispondere un appassionato di calcio, interpellato sui costi delle partite.

Dunque, provo a vederla in un modo più volgare, vilmente economico, un po’ come farebbe l’Istat.

 

Voi quante pagine leggete in un’ora?

 

È una cosa molto soggettiva.

 

Supponiamo leggiate, in media, sessanta pagine l’ora: in tal caso la lettura è un divertimento che vi costa 3 euro e mezzo l’ora. Meno, circa due euro, se leggete un giallo.

 

Costa di più andare al cinema. Costa immensamente di più andare allo stadio.

 

L’unico problema della lettura è che poi, mentre i soldi spesi per il cinema o la partita te li scordi, i libri ti restano in casa e se a un certo punto ti metti a scrutare la tua libreria dal punto di vista economico ti rendi conto che magari hai in casa qualche migliaio di euro di libri.

 

Soldi spesi bene, comunque.

E poi fanno arredamento.

 

 

 (Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

 

Segue…

 

giovedì 7 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 13

Vediamo un po’ a che prezzo vengono venduti i libri.

 

Anzi, prima vediamo come si ripartiscono le pubblicazioni e le tirature in relazione alle fasce di prezzo.

 

Approfitto dell’occasione per segnalare che la tiratura complessiva dell’editoria italiana dell’anno 2005 è stata di 261 milioni di opere circa.

Sinceramente non so, tradotto in alberi, quanto faccia.

Tradotto in euro, invece, il valore di copertina di questa produzione è stato di 4.424 milioni. Ovvero, circa 8.500 miliardi delle vecchie lire.

 

La tavola relativa alla ripartizione per classi di prezzo del 2005 è la seguente.

 





































































CLASSI DI PREZZO


opere pubblicate


tiratura totale (in migliaia)


Tiratura media per opera


% di opere pubblicate


% della tiratura


Fino a 2,55 euro


         1.870


           22.199


          11.871


1,8


4,8


Da 2,56 a 7,75


         8.355


           56.491


          6.762


16,0


26,1


Da 7,76 a 15,50


       23.538


          82.547


           3.513


39,8


33,2


Da 15,51 a 25,80


       14.287


          53.704


          3.762


23,3


17,8


Oltre 25,80 


         9.475


          33.663


          3.553


15,8


12,1


Opere gratuite o fuori commercio


         2.218


           12.449


           5.613


3,2


5,9


Totale


59.743


261.054


4.373


100,0


100,0


 

 

Circa il 40% delle opere pubblicate rientra nella fascia di prezzo da 7,76 euro a 15,50 euro, con una tiratura media di 3.500 copie circa. Dato che questa fascia ha una grande ampiezza e comprende libri molto diversi tra loro, mescolando quelli da 8 euro con quelli da 15, è interessante sapere quante opere di questa fascia hanno prezzo inferiore a dieci euro e quante superiore. Da altri dati forniti dall’Istat risulta che approssimativamente circa la metà dei libri indicati in quella fascia di prezzo si situa entro i 10 euro, mentre l’altra metà supera questa barriera.

 

Nel 2005 il prezzo medio di un’opera è stato di 18,64 euro.

Naturalmente questo è un prezzo medio grossolano, che risente, ad esempio dei prezzi medi dei volumi delle enciclopedie (circa 50 euro) e dei dizionari (circa 20) e, in generale degli alti prezzi di tutti i libri specialistici.

 

Se si passa ai “testi letterari moderni” della “varia adulti”, il prezzo risulta ben più basso: 10,93.

I gialli viaggiano sotto i dieci euro, mentre poesie e altri romanzi si attestano mediamente sugli 11 euro.

 

Ma dire quanto costa un bene senza specificare la quantità di questo bene che ti viene venduta per quel prezzo non ha molto senso. Dobbiamo quindi andare a contare le pagine.

 

 

 (Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

Segue…

mercoledì 6 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 12

Dicevamo, quindi, che nel complesso la tiratura media delle opere pubblicate nel 2005 è stata di 4.373 copie.

Ovviamente, le tirature medie dei piccoli e medi editori sono inferiori a quelle dei grandi editori. La tiratura media di questi ultimi è di 5.116 copie, quella dei medi è di 2.047 copie, mentre i piccoli hanno una tiratura leggermente superiore ai medi, ovvero di 2.211 copie.

 

Ma in questo dato ci vanno a finire troppe componenti.

Passerei ad esaminare nel dettaglio i libri definiti “letterari moderni”, che comprendono poesia, teatro, gialli, avventura e altri romanzi. Questo settore ha risultati migliori di altri, anche se è penalizzato, dispiace dirlo, dalla zavorra della Poesia.

 

Le tirature medie del 2005 sono state le seguenti.

 








































TIRATURA MEDIA PER OPERA – 2005  


scolastica


Per ragazzi


Varia adulti


TOTALE


 - poesia e teatro


1.347


1.102


899


917


 - libri di avventura e gialli


1.400


8.690


12.618


11.198


 - altri romanzi e racconti


3.208


6.339


7.706


7.192


Testi letterari moderni


3.005


7.063


7.205


6.961


 

 

Può essere interessante esaminare le tirature medie dei “letterari moderni”, anche suddivise per tipo di editore. Esse, secondo una mia rielaborazione dei dati Istat, sono le seguenti:

 

 











































 

TIRATURA MEDIA PER OPERA – 2005  (comprende anche scolastici e per ragazzi)

 

 


 


Piccoli editori  


Medi editori 


Grandi editori 


TOTALE 


 - poesia e teatro


                               639


                               688


                              1.118


                                917


 - libri di avventura e gialli


                             1.132


                             1.797


                           11.984


                            11.198


 - altri romanzi e racconti


                             1.360


                             1.543


                             8.313


                             7.192


Testi letterari moderni


                               1.094


                               1.281


                               8.310


                              6.961


 

 

Come si può osservare, il giallo (in senso lato) è in questo momento, e da vari anni, il settore che vende di più.  

La poesia, anche se proposta da grandi editori, non riesce a conquistare il pubblico.

 

Tenuto conto del fatto che i dati comprendono anche i libri di autori stranieri e che stiamo parlando di tirature e non di vendite effettive, i numeri dell’Istat confermano che pensare di arricchirsi con i diritti d’autore sia un pensiero che è bene abbandonare.

 

 

 (Fonte: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

Segue…

martedì 5 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 11

I libri possono essere divisi in Opere scolastiche (che non comprendono i testi universitari e parascolastici che fanno parte della varia), Opere per ragazzi e Opere di varia per adulti.

 

La Varia (che comprende in realtà un po’ di tutto, dai dizionari, alle guide turistiche, ai romanzi)  rappresenta con 49.767 titoli i tre quarti circa delle pubblicazioni.

Le opere scolastiche sono state 6.258 e hanno rappresentato il 18,1% del pubblicato del 2005.

Le opere per ragazzi sono state 3.718 pari al 8,6% delle opere pubblicate.

 

Gli scolastici e i libri per ragazzi alzano la tiratura media generale. Infatti la tiratura media degli scolastici è di 8.523 copie, quella dei libri per ragazzi è di 6.850 copie, mentre quella dei libri di varia è di 3.666 copie. Nel complesso la tiratura media delle opere pubblicate nel 2005 è stata di 4.373 copie.

 

A questo punto urgono due precisazioni.

 

La prima è che l’Istat rileva la tiratura, ovvero il “numero complessivo di copie di un’opera libraria, stampate contemporaneamente nella medesima forma.”

 

Quindi si parla di copie stampate e non di copie effettivamente vendute. In realtà, ove si voglia parlare di vendite occorre sottrarre alla tiratura, oltre alle classiche rimanenze di magazzino, le copie distribuite gratuitamente, quelle presso le librerie in conto deposito (che la libreria acquista solo nel momento in cui le rivende) e le copie che dopo essere state vendute vengono rese (se le librerie hanno acquistato con diritto di reso).

Nel complesso le rese e gli invenduti rappresentano una quota importante della tiratura. L’incidenza di questa quota viene influenzata da molteplici fattori e varia moltissimo da libro a libro. A titolo molto indicativo, non è lontano dalla realtà ipotizzare, almeno per i piccoli editori, una percentuale media del venduto pari a circa la metà della tiratura.    

 

La seconda precisazione è che a questo punto entriamo in piena legge Trilussa (ricordate: due polli più zero polli fanno un pollo a testa, ma uno dei due uomini muore di fame).

 

Dunque i libri di testo per le scuole primarie, che tirano mediamente quasi 23.000 copie, e i dizionari della Scolastica alzano la media mentre la Varia la abbassa.

 

Nella stessa Varia si va dai romanzi d’avventura e gialli che tirano mediamente 12.618 copie ai poveri libri di poesia che hanno una tiratura di circa 900 copie.

E, volendo distinguere, sulla media dei romanzi di avventura incidono negativamente, sia pur in maniera modesta dato il loro scarso peso in senso assoluto, le pubblicazioni dei piccoli e medi editori che abbassano il risultato ottenuto dai grandi editori.

 

Ma anche il risultato dei gialli dei grandi editori è formato dalle centinaia di migliaia di copie vendute da Faletti e dai ben più modesti risultati ottenuti da tanti altri.

 

Detto questo, andiamo a vedere i nostri polli

 

 

(Fonte principale: indagine Istat sulla produzione libraria – anno 2005

alcuni dati Istat sono stati rielaborati dall’autore)

 

Segue…